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Il fascino della Sirena

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Il vicequestore di Brindisi Donato Tanzarella vive una nuova stagione della sua esistenza. Nonostante sia nativo di Ostuni, è diventato brindisino a tutti gli effetti e ha intrecciato una relazione con Viola Lorusso, collega e, soprattutto, appassionata di musica. In questa occasione il vicequestore, che già possiede una notevole cultura letteraria, ha modo di incrociare il mondo fatato dell’Opera. Ma il tempo delle distrazioni amorose dura pochissimo. Infatti, alla loggetta dei Templari, nel cuore storico di Brindisi, è ritrovato un cadavere. Evidentemente trasportato lì dall’assassino, o dagli assassini. Nelle tasche è rinvenuto un messaggio in latino che alimenta il mistero. Si scopre ben presto l’identità del morto: Teodoro Marinazzo, gaudente dongiovanni, dalla vita apparentemente normale. Ma c’è una circostanza curiosa: porta il medesimo nome di un protagonista della rivoluzione brindisina del 1647-48. E perciò poi giustiziato. Sembrano così affiorare inquietanti legami con un passato turbolento. L’indagine deve quindi svolgersi anche su un piano storico. A complicare la situazione è l’intervento di una testimone che racconta un particolare degli ultimi giorni di vita di Teodoro: lo strano attaccamento ad un ciondolo che rappresenta una sirena. Da lì a poco si consuma una serie di delitti apparentemente non connessi, se non per la collocazione nei palazzi del centro e per il nome delle vittime: omonimi di personaggi storici…

In questa nuova puntata della saga che ha come protagonista Domenico Tanzarella, poliziotto eccentrico - nel senso che esibisce una notevole cultura e frequenta i classici con inconsueta competenza - Ettore Catalano offre al lettore un romanzo impreziosito da notazioni storico-toponomastiche-musicali di grande interesse. La trama del racconto, quindi, procede attraverso continui colpi di scena che spalancano davanti allo sguardo del lettore l’universo estetico che circonda i luoghi mitici del centro brindisino. Insomma, si viene condotti in un virtuale viaggio nel tempo e nello spazio, che si intreccia con le cupe vicende innescate da torbide passioni, da ansiosi propositi di vendetta, da eccessi crudeli. Il tutto, con uno stile limpido, che rende godibile anche quei passaggi in cui si innestano le frequenti incursioni colte. Tra esse, segnaliamo quelli che fanno riferimento a Mozart e al mito della Sirena. Emblemi di un erotismo che, si vedrà, ha anch’esso un ruolo di rilievo nel tessuto della narrazione. Tanzarella si trova così ad affrontare un’indagine labirintica, da cui sembra impossibile uscire. Scandita da un ritmo rapido, a tratti vorticoso.