21 aprile 1935, un terremoto colpisce Taiwan, precisamente la zona di Tuntzuchiao (oggi distretto di Houli a Taichung), dove abita il piccolo Tsai Kunlin, quattro anni, con la sua famiglia. Kunlin in quel momento si trova fuori con il padre e i fratelli maggiori, ma il gruppo rientra presto a casa, per assicurarsi che il resto dei familiari stiano bene. La scossa è stata terribile, la loro casa è distrutta e in giro si vede solo morte e devastazione. Però la famiglia Tsai resta forte e unita e nel giro di un anno riesce a ricostruire la casa. Così Kunlin può proseguire la sua vita regolarmente, tra le gioie e i dolori dell’infanzia: a cinque anni si compra il suo primo completo, poco dopo piange al matrimonio della sua amata sorella maggiore, la abbraccia quando la vede tornare dal viaggio di nozze e non vuole fare entrare in casa suo marito, che gliel’ha portata via. A sei anni Kunlin va anche a scuola e come tutti i bambini dell’isola impara a parlare in giapponese, la lingua dell’impero colonizzatore, mentre a casa si esprime nel dialetto locale. Kunlin è un bambino tranquillo e studioso, anche se a volte cede al richiamo dell’avventura, come quando una sua compagna di classe gli propone di fare una strada diversa per tornare a casa, pur sapendo che i loro genitori non sarebbero per niente contenti…

In questo primo volume (di due) de Il figlio di Taiwan, Bao publishing presenta ai lettori italiani la figura di Tsai Kunlin, attivista taiwanese per i diritti umani, nato nel 1930 e morto pochi anni fa, personaggio emblematico delle varie fasi politiche attraversate dall’isola nella storia recente. Tsai infatti era nato nel periodo della dominazione giapponese, visse la Seconda guerra mondiale come giovane soldato arruolato al mantenimento delle caserme in patria e trascorse dieci anni in carcere come prigioniero politico nella cosiddetta era del “terrore bianco”, dopo la guerra civile cinese e la fuga su Taiwan del partito nazionalista di Chang-Khai Shek. Nel fumetto gli autori si concentrano su questa prima parte della vita di Tsai, raccontandone il lato personale, umano, prima ancora che la figura di attivista politico. Dal punto di vista grafico la narrazione utilizza numerose sequenze mute per enfatizzare le fatiche, il dolore e le privazioni della vita di Tsai, realizzando pagine con un’ottima scansione della griglia, che non stanca mai il lettore. Ma gli autori inseriscono a volte anche pagine piene di testo per dare alcune informazioni di contesto storico e sociale sugli avvenimenti che vediamo accadere nel fumetto.