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Il figliol prodigo

Il figliol prodigo

Sono tutti davanti a un pc, intenti a guardare in differita l’ultima gara della stagione: Vittorio Actis, figlio del fondatore dello studio, la segretaria, la giovane praticante Giulia Cannizzaro e per finire lui, Giacomo Meroni, avvocato per caso, o forse per destino. Il suono del telefono interrompe la visione dello slalom: si tratta dell’avvocate Ruotolo, da Napoli, che cerca Meroni. I due si sono conosciuti una decina d’anni prima a Trieste, durante un convegno, e la simpatia reciproca è stata immediata, tanto che ne è nata un’amicizia sincera. Ruotolo vuole passare a Meroni un caso piuttosto spinoso: una collega, matrimonialista, ha bisogno di aiuto in quanto suo figlio ventunenne è stato arrestato a Torino per omicidio volontario. L’accusa è già di per sé gravissima, ma a complicare l’intero scenario c’è il fatto che quel ragazzo, tempo prima, durante un viaggio in Europa, era sparito facendo perdere ogni sua traccia. L’ultimo messaggio che la madre Daniela ha ricevuto proveniva da Liegi. Dopo di che, il nulla. E ora, dopo due anni, la donna riceve una telefonata dalla polizia di Torino che le comunica che il giovane – Marco Sarriano è il suo nome – potrebbe aver accoltellato a morte un imprenditore, fondatore di una startup di successo. Daniela ha bisogno di aiuto e in questo momento le serve un avvocato in gamba. Secondo Ruotolo, il migliore sulla piazza di Torino è proprio lui, Giacomo. Mentre Meroni racconta del nuovo incarico ricevuto alla moglie Rossana, non può che pensare alle analogie e alle differenze tra il caso che gli è stato assegnato e la parabola del figliol prodigo: nel racconto narrato dall’evangelista Luca il padre di un ragazzo scomparso fa uccidere un vitello grasso per festeggiare il suo ritorno; la madre del suo cliente, al contrario, deve pagare un avvocato, nel momento in cui ritrova il figlio, perché pare si sia trasformato in un assassino. Rossana, incuriosita, afferra il tablet e digita il nome del giovane su un motore di ricerca. In un attimo, una decina di siti concordano sul fatto che il 22 settembre 2016 Marco Sarriano lascia la sua casa di Napoli in direzione di Monaco di Baviera, per l’Oktoberfest. Poi il ragazzo si sposta a Liegi e la notte tra il 31 ottobre e il 1° novembre il suo cellulare si spegne e del giovane napoletano si perde ogni traccia …

L’avvocato Giacomo Meroni – una carriera nell’Arma dei Carabinieri prima, nel mondo dei tribunali poi – è un personaggio davvero interessante, frutto della fantasia e della penna dei nuovi Fruttero e Lucentini: Alessandro Perissinotto, scrittore, e Piero D’Ettorre, avvocato. I due professionisti hanno miscelato le loro competenze e, complice un’amicizia nata su un terreno di gioco, hanno dato vita a una figura dalla personalità sfaccettata e intrigante, che da tempo convive con una ferita ancora aperta legata al terribile incidente che ha visto coinvolta la moglie, costretta da parecchi anni su una sedia a rotelle ma in grado di accettare le beffe di un destino piuttosto cinico. In questa seconda avventura che lo vede al centro della scena Meroni deve occuparsi di un giovane che, riapparso dopo due lunghi anni durante i quali ha fatto perdere ogni sua traccia, pare sia il responsabile di un omicidio. Convinto che si tratti di un caso semplice, l’avvocato è costretto invece a ricredersi subito: l’accusato, infatti, non parla e pare aver perso la ragione. Ecco allora che tutto si complica: c’è una matassa contorta da sbrogliare e ci sono tracce che conducono a Liegi – guarda caso la città di Simenon – e lì si confondono e confondono. La parabola del figliol prodigo, quindi, appare distorta e macchiata del sangue di un innocente. O forse no? Toccherà a Meroni scoprirlo. Una seconda prova superata alla grande dal duo autoriale, che ha costruito di nuovo un impianto narrativo impeccabile: suspense al punto giusto, colpi di scena ben dosati, una back story appassionante che si dipana pian piano senza intaccare la tensione del filone narrativo principale. Un romanzo che non indulge mai in alcun eccesso ma mantiene un costante livello di tensione; una vicenda in cui la verità attraversa sentieri tortuosi prima di venire svelata. Una storia da leggere, godendosela fin dalla prima riga.