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Il filo della tua storia

Il filo della tua storia

È difficile immaginare un mondo prima del loro arrivo, ma quando sono comparse, a marzo, nessuno sapeva che cosa fossero quelle strane scatolette. In ogni fase della vita ci sono scatole e hanno un preciso significato, una destinazione, un obiettivo. Ma quelle scatole sono diverse. Piccoli scrigni di legno identici, consegnati nottetempo a milioni di persone — tutte le persone adulte sulla Terra — in ogni città, in ogni stato e in ogni continente. Sopra, lo stesso messaggio, semplice e criptico, nella lingua del destinatario: Contiene la misura della tua vita. Dentro, solo un filo, nascosto da un delicato tessuto argenteo. L’unica variante è il nome del destinatario e la lunghezza del filo contenuto. Primavera. Nina comincia ogni giornata nel silenzio e nella quiete dell’appartamento, guardando il telefono, dando un’occhiata alle newsletter e leggendo qualche e-mail: fa parte del suo lavoro di caporedattrice di una rivista tenersi aggiornata. Ma, appena sbloccato lo schermo, capisce che qualcosa non va: ci sono tre chiamate di amici e una serie di messaggi, soprattutto nella chat dei colleghi: Twitter, Facebook..., ovunque gli stessi punti interrogativi, le stesse lettere maiuscole a esprimere panico e foto di scatoline marroni davanti alla porta, su alcune delle quali riesce a leggere l’oscura incisione. Quasi tutti sono arrivati alla medesima terrificante conclusione: il filo indica quanto durerà la tua vita, quanto tempo ti è stato concesso da chissà quale imperscrutabile potere. Il cuore di Nina batte forte, sta per urlare e svegliare Maura, quando si rende conto che anche loro devono averle ricevute. Si avvicina alla porta, gira la chiave e apre. Eccole. Sono sullo zerbino. Sta ancora fissando le due scatoline, troppo nervosa e sconvolta, quando il fischio del bollitore le ricorda che Maura non ne sa ancora niente...

Fra le poche certezze che abbiamo c’è la consapevolezza che tutti moriremo, anche se non sappiamo quando. Che cosa succederebbe, però, se potessimo avere questa informazione? Forse non il giorno e l’ora precisi, ma sapere, indicativamente quanti anni ci restano ancora da vivere, quanto cambierebbe la nostra esistenza? Sono queste le domande su cui si sviluppa il romanzo d'esordio di Nikki Erlick, Il filo della tua storia. Una mattina, alle persone con più di ventidue anni di tutto il mondo è stata misteriosamente recapitata una scatola con il nome del destinatario e, all’interno, un filo di diversa lunghezza — e così sarà per tutti al compimento del ventiduesimo anno di età. Con il passare delle settimane e la raccolta dei dati, gli scienziati sono certi che i fili sono piuttosto precisi nel prevedere quanto rimane da vivere. Alcune persone scelgono di aprire le scatole e controllarne il contenuto; altri, indecisi, le nascondono; qualcuno le getta via, preferendo non sapere. Da dove vengono le scatole? Perché nessuno può vedere chi le consegna? Perché i fili non si possono tagliare? L’autrice, però, è meno interessata alle questioni “tecniche” e si interroga piuttosto sull'impatto di questa consapevolezza sui suoi protagonisti, i cui destini si intrecciano sorprendentemente l'uno con l’altro in modi e in tempi diversi: Nina e Maura sono innamorate, ma hanno scoperto di avere i fili uno molto più corto dell’altro, così da mettere in discussione il loro futuro insieme; Hank, un medico del pronto soccorso impegnato a salvare la vita delle persone, deve confrontarsi con la brevità della sua; Ben è stato lasciato dalla fidanzata quando ha scoperto che il suo filo era molto più lungo e non avrebbe potuto pianificare un futuro con lui; due sconosciuti iniziano, in modo del tutto casuale, un rapporto epistolare, che fa nascere fra loro un’inaspettata intimità; il giovane Jack viene coinvolto suo malgrado negli ambiziosi e cinici progetti dello zio, candidato alla presidenza degli Stati Uniti... In questo modo ci vengono offerte differenti prospettive in un rapido susseguirsi di capitoli, alcuni dei quali lunghi solo una o due pagine. Fra le storie più intriganti, c’è forse quella che vede coinvolti Amie e Ben — lei ha preferito non aprire la scatola, lui ha scoperto di non avere molti anni davanti a sé — che iniziano a lasciarsi lettere nell'aula dove lei insegna di giorno e lui frequenta un gruppo di supporto per filicorti la sera, ma sarà facile per il lettore immedesimarsi nei personaggi e nei dilemmi che dilaniano le loro coscienze. La narrativa moderna è ricca di esplorazioni distopiche che presentano scenari più o meno angoscianti della vita reale: non è da meno Il filo della tua storia, ambientato in un'America attuale dove tutto ruota ormai intorno a questa nuova forma di conoscenza e al controllo — reale o presunto — che abbiamo sulla nostra vita. Nel pieno della campagna elettorale per l’elezione del presidente, delinea anche il quadro più ampio delle implicazioni dei fili, immaginando le conseguenze a livello sociale, le discriminazioni, le limitazioni delle libertà personali, i confini della privacy crollati da tempo in un’epoca di ipercondivisione, le violente proteste e le tensioni scatenate dalle scelte politiche... La risposta a tutte queste problematiche può essere individuata nella frase del grande pensatore americano Ralph Waldo Emerson: “Non conta la durata della vita, ma la sua profondità”. Non abbiamo bisogno di una lunga vita per lasciare il segno in questo mondo. Basta soltanto la volontà di farlo.