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Il fratello del famoso Jack

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Katherine è molto giovane quando arriva in casa del suo professore universitario, l’ebreo Jacob-Jake Goldman. Non ci vuole molto per capire che la sua famiglia sia a dir poco particolare, seppure accogliente. Il disordine del contesto rispecchia fortemente l’essenza di quel nucleo familiare e della sua irriverente quotidianità. Da una parte Jake, liberale di facciata ma estremamente maschilista nella realtà, per esempio nei confronti della moglie. Dall’altra parte Jane, costantemente impegnata nella gravidanza di turno e nei campi, dove si rifugia pur di sfuggire alle continue richieste dei figli. Poi ben sei figli: Roger, Jonathan; Rosie, i gemelli Annie e Sam e infine Sylvia, di cui Jane è incinta. Katherine si inserisce dapprima timidamente in questo caos, poi inizia a sguazzarci, finendo per innamorarsi del primogenito Roger, suo coetaneo. Roger la colpisce sin dall’inizio per la sua timidezza, per il suo poco velato disprezzo verso il padre, per il suo legame viscerale con la madre. Banalmente, perché è Roger. Katherine non sa però che quell’amore così immediato, possa altrettanto immediatamente spegnersi. Katherine non sa che quello è solo un assaggio degli anni successivi…

È il 1982 quando viene pubblicato per la prima volta Il fratello del famoso Jack, romanzo di formazione e opera di esordio di Barbara Trapido. Solo nel 2023 però vede la luce la prima traduzione italiana, grazie alla casa editrice HarperCollins. Se non sapessimo che si tratta di un romanzo di quarant’anni fa, non ci sembrerebbe così datato, sia nei temi che nell’ambizione formativa. Katherine cerca di farsi spazio in un mondo patriarcale, una tematica particolarmente attuale, ieri e oggi, in diversi ambiti. Lo stile della Trapido, anche nella sua traduzione, risulta spiazzante, intriso di cinismo e di ironia, generando spesso sbigottimento. Lo sbigottimento del lettore è lo stesso di Katherine, voce dei suoi stessi pensieri, che osserva dall’esterno il mondo che la circonda. Un romanzo di formazione, così è stato definito. Ma formazione di chi? Per chi? Per Katherine? Per il lettore di ogni epoca? Se negli anni Ottanta la donna era costretta a sgomitare per conquistare il suo posto nel mondo, arrancando nel raggiungimento del risultato, cosa è cambiato oggi, se è cambiato qualcosa? Di fianco, il romanzo è intriso di riflessioni sull’amore, in senso assoluto e in ogni sua forma. Un sentimento centrale per l’essere umano. Un sentimento a volte sfuggente e incomprensibile.