L’esperto ambientale, anzi il dottore in Scienze ambientali, lavora come custode del cimitero di Campocavallo. Spazza i vialetti, pulisce le tombe, sostituisce lampadine votive. Ogni giorno accoglie gli estinti all’ingresso, li registra, si occupa delle sepolture. Il sindaco della città ogni lunedì lo chiama per rovesciare addosso a lui tutte le lamentele degli elettori che presto verranno richiamati alle urne per confermare o meno la sua posizione. Ha fatto diverse esperienze lavorative e sovrastimato il suo curriculum, ha imparato come funzionano le caldaie e per un po’ se ne è occupato: pulizia, fumi, certificazioni, ma ogni volta faceva sempre di più di quello che avrebbe dovuto. Vive nel centro di una cittadina situata in una zona altamente contaminata dagli inquinanti esterni, ma ciononostante la sua vita scorre tranquilla finché la mancanza di risposte e un evento improvviso lo trascina in un vortice che lo obbligherà a scelte importanti per lui stesso, la sua famiglia e la sua comunità…

Il crollo di questa vita “tranquilla” non è solo un evento narrativo, ma il fulcro di una più profonda riflessione sulla figura dell’esperto ambientale. La parabola del protagonista simboleggia la crisi di un’intera professione: quella di chi, pur detenendo una conoscenza tecnica impeccabile, rischia di rimanere intrappolato in una sterile burocrazia, incapace di tradurre il sapere in azione. Il romanzo di Tasinato è un commento lucido sulla frattura tra teoria e pratica, tra l’ambiente “raccontato” dalle certificazioni e quello “vissuto” sulla pelle da una comunità intera. Il funerale del titolo diventa una metafora potente: non è un addio, ma un rito di passaggio collettivo per seppellire la figura del tecnico passivo e far nascere l’attivista consapevole. Il protagonista e la sua comunità imparano, attraverso un percorso doloroso, che la salvezza non risiede nelle risposte predefinite o nelle etichette, ma nella capacità di riappropriarsi delle parole e di agire per cambiare il proprio destino. È in questo risveglio, capace di trasformare il dolore in forza motrice, che il libro trova la sua vera, potente, speranza.