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Il fuoco invisibile

Il fuoco invisibile

Luigi Rielli, il nonno di Daniele, è un agricoltore salentino. Quando Daniele pensa a lui, la prima immagine è quella di suo nonno mentre si prende cura della loro terra e dei loro ulivi. Nelle calde estati passate in Puglia, Daniele non ricorda che suo nonno sia mai andato in spiaggia con loro. Era al lavoro, sempre. Nell’agosto 2013 Daniele è in giro per la provincia di Lecce perché deve scrivere un reportage sull’esplosione del turismo di massa. Daniele ripercorre le tappe di un qualsiasi turista che trascorra le sue vacanze in Salento: dalle colazioni da Dentoni a Torre dell’Orso alle notti passate a ballare vicino Gallipoli. La parte meridionale della Puglia è ormai diventata mainstream (fin troppo). Durante quelle settimane ha modo di parlare con Martino, un ottantenne di Taviano, che gli racconta che nel suo campo vicino Gallipoli sta succedendo qualcosa di strano ai suoi ulivi: le foglie hanno delle bruscature, perdono il loro colore verde, imbruniscono, seccano, come se fossero bruciate. È l’inizio di una storia che ha trasformato il paesaggio agricolo salentino. Gli ulivi sono stati colpiti dalla xylella: un batterio probabilmente giunto in Puglia dal Costarica. Moltissimi ulivi sono stati abbattuti, molti, colpiti dalla xylella, sono morti. La politica pugliese, l’opinione pubblica sono travolte da un problema che non sanno risolvere. Comincia una vera e propria battaglia social contro gli abbattimenti, le voci si ricorrono sempre più confuse. Le piazze si riempiono di persone che protestano contro gli abbattimenti, la magistratura mette sotto accusa gli scienziati: comincia la tempesta perfetta…

Il fuoco invisibile è un oggetto narrativo complesso che si pone sul crinale tra il reportage e il romanzo. Daniele Rielli, scrittore di origini pugliesi, ha provato a raccontare cosa sia accaduto in Salento, e in tutta la Puglia, a partire dal 2013. L’epidemia di xylella ha scosso la società pugliese e ha creato opposte “fazioni”: chi era favorevole all’abbattimento degli ulivi colpiti (seguendo quello che dicevano i ricercatori) e chi invece ha alzato barricate per “salvarli”. Si sono spesi, per evitare che si abbattessero gli ulivi, cantanti, attori e politici. Sono volati insulti tra le opposte correnti di pensiero. I social sono stati la terra feconda dove qualunque genere di narrazione complottista ha potuto trovare spazio, lettori e eventualmente sostenitori. Non sono stati anni semplici in Puglia. Moltissimi ulivi sono stati abbattuti e l’epidemia si è espansa arrivando anche in Valle d’Itria. Si sta tuttora cercando di capire come arginare la xylella, quali tipologie di ulivo possano essere più resistenti. Ci sono ancora mille domande aperte: come è arrivato un parassita che ha origini nel Costarica? Come si diffonde? È corretta la ricostruzione degli scienziati? Daniele Rielli ha intervistato contadini, ricercatori, amministratori locali. La sua ricostruzione è avvincente e puntuale. Il fuoco invisibile è una lettura coinvolgente, interessante e molto densa, un mix tra un romanzo famigliare e il resoconto di una enorme “caccia alle streghe”.