Salta al contenuto principale

Il gatto che voleva salvare i libri

Il gatto che voleva salvare i libri

Natsuki Rintaro assiste al funerale del nonno. Prova a far finta di nulla chiudendo gli occhi, tappandosi le orecchie, ma lui non tornerà e di fronte a questa triste certezza il giovane rimane senza parole. Agli occhi di chi lo guarda sembra soltanto un ragazzo tranquillo, basso di statura, carnagione chiara e con gli occhiali un po’ spessi. Di sicuro tra i partecipanti al funerale qualcuno l’avrà trovato persino inquietante e poco interessato alla sorte del defunto. Ha un atteggiamento fin troppo compassato per uno studente delle scuole superiori che ha perso improvvisamente la famiglia. Già orfano dei genitori, ora ha perso anche il nonno, l’unico a prendersi cura di lui fin dalla scuola elementare. Rintaro non è un ragazzo vivace, esce poco, va a scuola, ma con il nonno aveva un rapporto decisamente speciale. Una monotona routine dai rari cambiamenti, che trascorreva piacevolmente con lui senza noia né stanchezza: riscaldare l’acqua della stufa a cherosene per preparare il tè con gesti sapienti, berlo dalla sua tazza preferita e occuparsi della libreria, questo era suo nonno. Ora però la situazione si fa più complicata e una zia proveniente da qualche posto lontano arriva ad aiutarlo. È una signora di buon carattere e ha mandato avanti rapidamente le pratiche burocratiche per il funerale, la stesura del certificato di morte e tutte le cerimonie necessarie. Entro una settimana Rintaro dovrà trasferirsi da lei. L’eredità del nonno è la libreria Natsuki. Non ha debiti, ma non è nemmeno un grande lascito. È un piccolo negozio di libri usati in un angolo della città, ma qui ci sono davvero delle rarità, celebrati capolavori di tutto il mondo, da Shakespeare a Faulkner, da Hemingway a Golding. Questi libri seppur usati non hanno certo un aspetto trasandato, merito delle fatiche del nonno, che non si era certo risparmiato per la loro conservazione. Tra quelle pagine Rintaro ci si rifugia da tempo, isolato dal mondo, si nutre di libri, ma adesso deve fare una scelta. Impacchettare tutto in attesa del trasloco e fare una svendita di fine attività, oppure resistere e portare avanti il lavoro di suo nonno e finire la scuola. Per aiutarlo a scegliere e a superare questa difficile prova al suo fianco ci sarà Yuzuki, la rappresentante di classe e Tora, uno specialissimo gatto...

Il secondo romanzo di Sōsuke Natsukawa, medico giapponese con l’hobby della scrittura, ha una prosa limpida (merito anche della traduzione), è una favola bella da leggere con gli occhi della fantasia. Rintaro ama i libri profondamente, come suo nonno, ne legge e rilegge tanti e negli anni sono diventati sempre più come degli amici e un rifugio per lui. Egli si autodefinisce un hikikomori, anche se non raggiunge livelli estremi di isolamento e, sapendo di doversi trasferire a breve da una zia sconosciuta, ha smesso di andare a scuola. Gli unici che sembrano notare la sua assenza sono: un ragazzo più grande di un anno, che frequenta la libreria, senpai Akiba, un po’ facilone ma gentile, e la rappresentante di classe Yuzuki. Personaggio fondamentale è il gatto parlante Tora, che guida Rintaro verso la consapevolezza. Gatto che è la personificazione dell’animo stesso del ragazzo e degli insegnamenti del nonno, mentore e specchio che mostra la complessità dell’animo umano. Dentro i labirinti che Rintaro percorre per aiutare il gatto a salvare i libri scopre quanto è potente la forza dell’amicizia e della fiducia. Libri accumulati serialmente e tenuti sotto chiave, libri tagliati, sintetizzati e libri pubblicati per vendere, senza far riflettere. Personaggi estremi e distorti che Rintaro incontra nei mondi nei quali si avventura. Sono bizzarri, per non dire arroganti e supponenti, convinti di sapere cosa sia necessario per la loro attività legata ai libri. Ha senso vantarsi del numero di libri che possediamo? O di quanti siamo riusciti a leggerne in un determinato lasso di tempo? Dice il nonno di Rintaro: “Leggere un libro è come risalire una montagna”. Ci vuole fatica, impegno, attenzione per arrivare alla cima e godere il panorama. Il libro non è solo un compagno di viaggio, ma un vero e proprio luogo da raggiungere ed esplorare, che saprà accogliere solo chi è ben disposto. Anche per Rintaro i libri e le loro pagine sono la cura per il suo dolore e l’avventura col gatto che voleva salvarli sanerà anche una parte importante della sua vita. Nuove esperienze aspettano il ragazzo, così come in fondo aveva predetto il nonno: “Nelle vecchie opere che hanno valicato i confini del tempo è già insita una grande forza. Se leggerai molte di queste storie, ti procurerai un sacco di amici su cui poter contare”. Perché i libri, si sa, hanno un’anima, ma finito di leggere bisogna muoversi, verso la vita.