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Il gatto col cappello

Il gatto col cappello

“Che grigia giornata, che pioggia, che vento non resta nient'altro che starcene dentro”. Che noia per Sally e suo fratello, costretti a stare in casa a guardare dalla finestra, perché fuori sta piovendo. Che fare? Il rumore della porta che sbatte attira l'attenzione dei due bambini e, all'improvviso, entra un gatto dalle sembianze antropomorfe col cappello a strisce bianche e rosse e una cravatta annodata al collo. “Che fate seduti e senza far niente? Morirete di noia, non è divertente!” e detto questo il buffo gatto comincia ad elencare a Sally e suo fratello una serie di giochi, a suo dire, molto divertenti e di grande effetto. I bambini in realtà non dicono nulla tanto sono esterrefatti e il gatto, con ancora più motivazione, comincia ad esplorare la casa. Prende allora la parola il pesce di casa che, dalla sua boccia, mette in allerta i due bambini e suggerisce di non giocare affatto con il gatto anzi, la cosa migliore sarebbe mandarlo fuori casa, visto che la mamma non c'è. Il gatto col cappello non si fa certo intimidire dal piccolo pesce, tanto che lo coinvolge, suo malgrado, in un pericoloso gioco di equilibrio: la boccia sull'ombrello, una tazza sul cappello, e poi libri, un rastrello, una bottiglia di latte... il gatto tiene tutto in equilibrio sulle zampe, tra lo stupore dei bambini e la paura del pesce. E poi? E poi, come dice il proverbio, il bel gioco dura poco...

Due bambini a casa da soli, una triste giornata di pioggia, nulla da fare e un imprevisto che ha le sembianze di uno strano gatto che, sotto sotto, ben incarna tutto ciò che i due bambini vorrebbero fare: giocare, divertirsi a più non posso, saltare e correre. Ma non si può, perché i due si trovano dentro casa, la mamma non c'è e di sicuro uscendo ha raccomandato loro di fare i bravi. A ricordarlo arriva il pesce, la voce della coscienza che fa notare di non approvare il modo di fare e le idee troppo rumorose di questo intruso. Un libro che ben rappresenta ciò che passa nella testa di un bambino che si sta annoiando, che vorrebbe osare e invece non può. Dr. Seuss, pseudonimo dello scrittore e fumettista statunitense di origini tedesche Theodor Seuss Geisel, scrive Il gatto col cappello nel 1957. La sua carriera inizia nel 1925 come fumettista e, dopo alcuni fallimenti, pubblica il primo libro per bambini nel 1937. Nel 1984 vince il Premio Pulitzer “per il suo contributo di quasi mezzo secolo all’educazione e al divertimento dei bambini americani e dei loro genitori”. Ciò che caratterizza i suoi libri sono il tratto che delinea i suoi buffi personaggi, strampalati ma, spesso, con delle caratteristiche antropomorfe e i testi in rima con versi trisillabici, perfetti per una lettura a voce alta. I suoi libri trattano spesso tematiche difficili come l'inquinamento ambientale, l'adozione, la guerra, ma la caratteristica di questo autore è la capacità di saperli raccontare attraverso personaggi buffi, nonsense intelligenti e testi tutti in rima. Libri preziosi quelli del Dr. Seuss, che non possono mancare nello scaffale di ogni bambino.