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Il gioco

Il gioco

Paolo ricerca indizi nei particolari, nelle sinestesie. Tutti sanno che ha la fissa per il Decadentismo anche se chi conduce il Gioco non approva. Il professor Paolo Romano. Si ricorda ancora bene la sua prima supplenza in quinta H dell’Istituto Caterina Volpicelli in provincia di Rieti. Ha esordito con un’apertura a effetto per introdurre i Poeti maledetti. Un discorso sul fatto che l’Altissimo riesca a regnare senza nemmeno bisogno di esistere. Il risultato è stato il suo allontanamento dall’istituto al termine della giornata. Primo contratto, prima espulsione, nel nome dei Diari intimi. Anni ruggenti quelli, in cui Paolo era fresco di laurea, con tanta voglia di fare e la volontà di cambiare la testa dei giovani, il futuro del Paese. Gli anni però hanno smesso di ruggire in fretta: il ruolo, il matrimonio, la figlia, la tragedia, la separazione, la malattia. In un lampo, da Tangentopoli alla pandemia. Ora il prof. Romano dalla cattedra in un liceo classico del centro è finito tra i banchi dell’Istituto tecnico statale per il commercio e il turismo di Torre Bruciata a insegnare lettere. I giorni passano tutti uguali fino a che Rossella Catrambone, una studentessa modello, non sparisce senza lasciare alcuna traccia. I sospetti si rivolgono immediatamente verso i due ripetenti dell’ultimo banco, Mansur detto Momo e Francesca. Paolo però non ci crede e decide quindi di dar loro una mano...

Giovanni Floris, celebre giornalista e volto televisivo di La7 con Dimartedì, ha dato vita a un giallo che però fa anche tanto ridere. E lo fa con tanta cultura e altrettante citazioni letterarie. Il ritmo è molto serrato, con una caccia al tesoro che avanza grazie piste di stampo letterario, con indizi che riportano a Edgar Allan Poe, a Giordano Bruno o ai Surrealisti. I personaggi coinvolti sono tutti spassosissimi e ben caratterizzati. Troveremo tra gli altri un professore complottista che denuncia il Vaticano in televisione per la sparizione della ragazza, una preside che non perde occasione nell’elogiare le droghe sintetiche o ancora un bibliotecario ex galeotto. Sullo sfondo un complotto, attraverso il meccanismo del Gioco. Un’iniziativa nata con fini nobili per valorizzare gli studenti, che finito nelle mani sbagliate può provocare autentici disastri. Degni di nota poi sono i rebus letterari che potrebbero mettere in difficoltà più di un lettore.