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Il gioco della vita

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Il diciottenne Finch Whiteoak, impermeabile e cappello di feltro intriso di pioggia, è uno dei pochi ritardatari che sta per accedere all’arena del Coliseum. Per farlo, è necessario percorrere un tratto coperto da un tendone a righe colorate, spazzato da una corrente d’aria piuttosto fredda, il cui pavimento in cemento è zeppo di impronte fangose. Finch ha con sé un paio di libri e un quaderno stretti da una cinghia, che rivelano inequivocabilmente il suo stato di studente. E questo lo fa sentire un po’ a disagio. Una volta all’interno, Finch si ritrova circondato da un vociare confuso e da una magnifica esposizione di fiori: giganteschi crisantemi, rose profumatissime e altre varietà che gli infondono, attraverso la loro eleganza e fragilità, un caldo senso di gioia. Una voce maschile, diffusa attraverso un megafono, attira la sua attenzione. Proviene dall’interno dell’arena, dove la gara equestre sta avendo luogo. Un’occhiata all’orologio gli dice che mancano ancora quindici minuti alle quattro. Non è ancora il caso che si faccia vedere tra il pubblico dell’arena. È uscito da scuola in anticipo per visitare con calma l’esposizione, prima di assistere all’evento cui parteciperà suo fratello Renny, che sicuramente cercherà il suo sguardo tra la folla. Ora, tuttavia, è presto: se Renny dovesse scoprire che ha perso una lezione per arrivare lì in anticipo lo sgriderebbe. L’estate precedente Finch è stato bocciato all’esame di ammissione all’università e quindi, in questo momento, sta cercando di mostrare, verso il fratello maggiore, il più umile degli atteggiamenti possibili. Intanto avanza all’interno dell’esposizione e raggiunge la sezione dedicata alle auto. Ammira quelle esposte, poi si sposta verso il recinto delle volpi argentate: vorrebbe liberare quegli animali racchiusi in gabbie di rete metallica, che sembrano essere proprio in attesa che qualcuno arrivi e offra loro la libertà. Dall’arena gli giunge il suono di una trombetta. È ora di andare. Non prima, però, d’aver acquistato un biglietto della lotteria: venticinque centesimi per vincere un magnifico canarino…

Secondo volume della saga – fortunatissima: oltre dieci milioni di copie vendute e centinaia di edizioni in tutto il mondo – frutto della penna e della fantasia di Mazo de la Roche, scrittrice canadese classe 1879, prima donna a vincere il prestigioso Atlantic Monthly Prize. La storia riprende a un anno esatto dalla conclusione della precedente. C’è chi ha fatto perdere le proprie tracce, chi è tornato a New York, chi arranca con l’università, chi è diventato genitore. E poi c’è Adeline, la nonna, che ormai trascorre gran parte del giorno a letto. Il suo tempo sta per scadere e la domanda per tutti è legata all’eredità della donna: Adeline, furba, ha dichiarato che sarà destinato soltanto a una persona. Dunque, gli animi si scaldano e fioccano le supposizioni: spetterà a Nicholas, il più anziano, o a Wakefield, il piccolo di casa? Oppure Adeline preferirà Renny, a cui pare che nessun appartenente al genere femminile riesca a resistere? Tra tradimenti, gelosie, litigi e riconciliazioni, la vita di questa singolare famiglia dell’Ontario pare dipendere completamente dalle decisioni singolari di una ultracentenaria eccentrica e un po’ svampita. Con una scrittura modernissima, che riflette la personalità stessa dell’autrice, Mazo della Roche appassiona il lettore narrando di amori inespressi e orientamenti sessuali non ancora ben definiti. E su tutto, come nel primo episodio della serie, c’è il fascino del paesaggio canadese, con le sue sconfinate praterie, i fitti boschi e il riverbero delle fiamme dei caminetti, all’interno delle case, che illuminano le finestre delle case nelle gelide sere del lungo inverno canadese. Una seconda prova divertente e appassionante come la prima, capace di incuriosire il lettore anche grazie ai ganci narrativi che lasciano supporre l’esistenza di nuove avventure. Va tuttavia puntualizzato che ciascuno dei romanzi della saga vive anche come testo a sé stante e può essere letto come stand alone, indipendentemente dagli episodi che lo precedono o lo seguono.