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Il giorno prima

Il giorno prima

1974, Liévin, Francia settentrionale. Michel e suo fratello Joseph sfrecciano felici per la città sul motorino durante la notte di Santo Stefano. Da bambino Joseph sognava di diventare pilota di Formula 1 ma, come per tutti i ragazzi del posto, il destino sembra segnato: dare una mano all’economia dell’intera nazione lavorando in miniera. Quella stessa miniera che ruba le vite degli uomini, suo zio compreso. Non è affatto ciò che suo padre ha sognato per lui, pensando alla fattoria e a tutto il sudore versato per una vita intera su quei campi. Ma il carbone vince sulla terra anche questa volta. Come per una profezia nefasta, la mattina dopo quella indimenticabile notte, la miniera inghiotte la vita di quarantadue minatori e dopo meno di un mese anche quella di Joseph. Dopo un anno, la vita del padre si spegne. A soli diciassette anni la vita del giovane Michel si trasforma in una vita da adulto: lascia quel cielo nero carbone per Parigi. Quaranta anni dopo Cécile, la sua amata moglie, chiede di essere trasferita dall’ospedale a casa, per vivere nell’intimità domestica il tempo che le resta, il tempo che la malattia le avrebbe concesso. Dopo la sua morte, Michel ripesca l’ultima lettera di suo padre che grida vendetta. Non ha più nulla da perdere mentre Lucien Dravelle, responsabile della sicurezza della miniera, conduce impunito una vita tranquilla. Decide di tornare nella sua terra per chiudere il cerchio…

Michel porta un peso così grande che la sua mente non riesce a reggerlo. E tutta la sua vita diventa l’espiazione di una colpa: il crimine perpetrato la notte del 27 dicembre 1974. Quel giorno prima (della strage dei minatori) che dà il titolo a questo intrigante romanzo. Sorj Chalandon, classe 1952, giornalista (corrispondente di guerra, reporter per cui si aggiudica il Prix Albert-Londres nel 1988) e scrittore francese, mescola con maestria e potenza due grandi temi a lui cari quali tradimento e menzogna, con la descrizione e la denuncia sociale del mondo delle miniere, con il racconto dell’amore troncato, della giovinezza rubata, della prigionia. Il giorno prima è scritto in memoria dei 42 minatori morti nel pozzo Saint-Aimé di Liévin-Lens, nel nord della Francia, nel 1974: con una prosa asciutta e uno stile essenziale e tagliente l’autore non si sottrae alla denuncia degli effetti devastanti di un sistema che baratta la sicurezza con il profitto, che ha ripercussioni sulle vite e sulle famiglie dei minatori e di un intero paese. Un sistema che porterà il protagonista ad ammettere: “Saint-Aimé ha fatto della mia famiglia una vittima e di me un criminale”. Un romanzo senza sconti. Thriller, dramma psicologico, denuncia sociale si intrecciano in una struttura narrativa solida e costruita con grande abilità su colpi di scena, segreti rivelati, sterzate nella narrazione, tensione crescente che rendono il ritmo incalzante e la lettura appassionante.