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Il giro della verità

Il giro della verità

Emanuele Molinari, chiamato Lele, vive nella provincia di Bologna. Il padre fa l’idraulico e la madre ha una piccola edicola. Dopo anni di crisi economica, i genitori vedono le cose andare sempre peggio: il padre non viene pagato da mesi, la licenza edicola che avevano comprato a caro prezzo non vale più nulla, l’attività non rende. Nel generale declino, ai Molinari non rimane che sperare nei figli. Lele è così bravo a scuola che i genitori si sono fatti convincere dalle professoresse a fare qualche sacrificio per mandarlo al liceo classico in centro; forse sarà lui il giusto investimento, lui riuscirà ad avere un futuro migliore. Certo per Lele è difficile, con 50 euro di paghetta mensile, tenere il passo dei compagni di liceo, quasi tutti appartenenti alle classi dell’élite bolognese. Ma lui è sveglio e intraprendente. Ha cominciato ad andare in discoteca al Tempio il sabato sera, per provare a far colpo su Serena, la bellissima e altolocata compagna di cui è segretamente innamorato da anni. Al Tempio scopre un mondo nuovo, leggero e disinibito. Tutto appare diverso; anche i compagni, con cui non era riuscito a legare in quattro anni di scuola, ora stravedono per lui. Nello splendore dei neon tutto appare possibile, anche Serena è raggiungibile. Ma la magia dura poco. Un evento inaspettato e doloroso genererà una vera e propria “epidemia di verità”, rivelando la finzione di un mondo che si reggeva sulle apparenze. Verranno a galla gli scheletri nell’armadio dei ragazzi e delle loro famiglie. Un ciclone che sradicherà le antiche certezze, lasciando uno scenario del tutto mutato...

Scritto con un tono fresco e giovanile, Il giro della verità è il primo romanzo di Fabio Bonifacci, sceneggiatore di successo di film come Benvenuto presidente e Metti la nonna in freezer. Dopo anni di commedie, ha deciso di fermarsi e scrivere qualcosa di diverso. I protagonisti, pur avendo caratteri un po’ stereotipati, sono approfonditi psicologicamente da Bonifacci, che eleva così i classici personaggi del secchione, il brutto e la bella, dando loro tridimensionalità e complessità. Ad aiutarlo in ciò è stata anche la diretta conoscenza degli adolescenti che voleva rappresentare, fornitagli dal corso di sceneggiatura che ha tenuto nel 2014 in un liceo di Bologna. Tra loro ha trovato un gruppo di giovani lettori attenti e curiosi, che gli hanno dato preziosi spunti e suggerimenti per la definizione della scaletta iniziale. La storia inizia in medias res, con un incipit degno di questo nome; cattura dalla prima pagina e poi prosegue, con una struttura solida e un ritmo serrato, da thriller. Non è difficile immaginane quindi la resa televisiva, già programmata e annunciata in quarta di copertina. L’intreccio è coinvolgente: ad ogni apparente sbroglio della matassa, si mostra la possibilità di una più scontata soluzione, che però continua a sfuggire. E non può che essere così in un romanzo che sin dal titolo pretende di mostrare e far trionfare la verità. Nonostante si vagheggi il solito happy ending, Bonifacci ci guida verso un finale che non risolve tutto e, proprio per questo, risulta più vero.