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Il golem

Il golem

Il vecchio Shmaike è un mendicante storpio ma tutti lo conoscono come “il lungo”. Il motivo non lo conosce nessuno. Non parla mai, salvo aprire bocca solamente durante la settimana di Pesach. Comincia così a raccontare sempre la stessa storia, ereditata da quello sfaccendato di suo zio che a sua volta l’aveva sentita dal nonno materno Rabbi Issachar, un vero studioso che era andato a lezione dal grande Rabbi Ephraim. Rabbi Ephraim è considerato il legittimo erede dei poteri del grande Maharal di Praga. Rabbi Yehudah Loew, conosciuto universalmente come il Maharal appunto, nell’anno 1580 avrebbe creato il mitico Golem d’argilla, in difesa del popolo ebraico, salvo poi rifiutarsi successivamente di usare ulteriormente i suoi poteri miracolosi per non sbagliare e perché l’Onnipotente non ha certo bisogno di intermediari per difendere il Suo popolo. C’è chi giura di averlo visto addirittura all’opera il Golem come, ad esempio, il becchino Reuven figlio di Yaakov. Quando aveva dieci o undici anni venne salvato infatti assieme a tutta la sua famiglia da una folla inferocita proprio dal Golem d’argilla…

Elie Wiesel è una delle voci più potenti del mondo ebraico odierno. Sopravvissuto ad Auschwitz e Buchenwald, si è trasferito prima in Francia e successivamente negli Stati Uniti d’America, dove vive e insegna ancora oggi presso l’Università di Boston. Nel 1986 è stato anche insignito del premio Nobel per la pace. Con questo libriccino Wiesel ci fa riscoprire una delle leggende più amate e misteriose dell’ebraismo ossia quella del Golem. Per molti è un mostro come Frankenstein per altri uno strenuo difensore della fede. Wiesel raccoglie quindi vari pezzi di leggende popolari e le assembla attraverso il racconto del becchino Reuven che dichiara con forza di essere stato un testimone oculare e veritiero della potenza del colosso d’argilla. Una favola che potrebbe avere delle radici di verità, scaturite durante gli attacchi indiscriminati dei cristiani nei confronti degli ebrei, in moltissime città d’Europa a partire dal sedicesimo secolo in poi. Che sia completamente inventata oppure no, è indiscutibile il fascino della storia di Yossel il muto, come affettuosamente il popolo ebraico chiama il Golem. Una storia che è arrivata fino ai giorni nostri, come nel capolavoro cinematografico del 1920 di Paul Wegener. Giuntina ci dà quindi modo di scoprirla per la prima volta o di approfondirla, anche grazie agli splendidi disegni di Mark Podwal che abbelliscono il volume.