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Il grande Gatsby

Il grande Gatsby

Finita la Prima guerra mondiale, Nick Carraway si allontana dallo sperduto paesino del Middle West che lo aveva visto laurearsi nel 1915 per trasferirsi a West Egg, cittadina non troppo distante da New York e certamente più economica. Di giorno le giornate scorrono tra gli incomprensibili e poco attraenti numeri di borsa e finanza, ma sono le notti a rivelare la magia di quegli anni. Tra party notturni, orchestre jazz, contrabbando di alcolici e nascenti borghesi, gli anni Venti sbocciano in tutto il loro splendore. E così, tra una festa e l’altra, il nome di Gatsby sbuca misterioso sulla bocca degli invitati: chi è quell’uomo dalle ricchezze invidiabili, un passato oscuro e un amore tormentato? Sarà proprio Nick, suo vicino di casa, a stringere un’amicizia con Gatsby, per accompagnarlo lungo le tortuose vicende di una relazione passata che sbuca prepotentemente nel presente…

Tanto si è detto e molto si continuerà a dire sulle opere di Francis Scott Fitzgerald, certamente ci sentiamo di ribadire che – litigi della critica a parte – Il grande Gatsby è uno dei lavori più riusciti dell’autore. Intrisa di cenni autobiografici che ricordano la vita tormentata dell’autore con la moglie Zelda Sayre – dagli inizi segnati da un amore impossibile tra uno squattrinato tenente dell’esercito che sogna di fare lo scrittore e la figlia di una delle più agiate famiglie dell’Alabama alle notti folli trascorse dalla coppia per le vie di Hollywood, sino ai tradimenti, litigi e sfoghi perpetuatisi anche attraverso opere letterarie: leggere per credere Il romanzo di Zelda (Sayre) e Tenera è la notte (Fitzgerald, in risposta) – l’opera sorprende soprattutto per la modernità ancora intatta a quasi un secolo dalla sua creazione. Addentrandoci tra le pagine rimaniamo sorpresi dalla leggerezza stilistica che trasmettono, dalla magia che conservano e dall’irrequietudine che celano.