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Il grande sogno

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Il Grande Capitano. Così si fa chiamare Juan Francisco Martìnez Sarmiento, uno dei più grandi imprenditori spagnoli di quest’epoca. Per la Spagna gli ultimi anni sono stati durissimi. La società è letteralmente sfinita dalla pandemia e dall’inconcludenza delle forze politiche. Serve nuova linfa, una svolta che rifondi la società stessa. È sulla base di questo pensiero che Il Grande Capitano crea una squadra, scegliendo accuratamente i suoi membri. Il Movimento Civico Soluzioni Subito stravince le elezioni in Spagna. I suoi obiettivi e il suo programma sono ambiziosi, perfetti per un obiettivo altrettanto grande. Servono azioni veloci e scelte con nessun margine di fallimento. Il Grande Capitano non si ispira alle dittature, troppo legate al passato e per forza di cose fallimentari. Crede nella democrazia. Ma la democrazia va educata. Ecco perché durante un blackout generale limita l’accesso a internet e ai mezzi di comunicazione. Il Grande Capitano istituisce anche un corpo di vigilanti per ristabilire l’ordine, oltre a incentivare il consumismo. Delle misure straordinarie che a molti sembrano dettate dalla parallela straordinarietà della situazione. Molti altri percepiscono un pericolo per la loro libertà…

Il grande sogno, romanzo postumo di Almudena Grandes, si inserisce nella saga Episodi di una guerra interminabile, concepita dall’autrice con lo scopo di ricostruire la storia della Spagna dal Franchismo ai giorni nostri. Il fil rouge di questi romanzi è costituito da alcune tematiche (e pericoli) potenziali che la Grandes individua nella storia contemporanea iberica, ma comuni comunque a tutte le epoche: la limitazione della libertà e l’affermazione di un capitalismo senza limiti. Il grande sogno è quello del Grande Capitano, nomignolo epico che racchiude lo spirito sottostante al progetto creato dall’imprenditore protagonista del romanzo. Qualcuno l’ha definito distopico, in realtà più che distopico potremmo considerarlo profetico. Non fatichiamo a immaginare un mondo in cui internet sia bandito (vedi casi attuali), né quello in cui sia necessario un corpo di vigilanza coercitivo. La Grandes sicuramente esagera, sottolinea, ma neanche troppo. La pandemia, altra protagonista e sfondo alle vicende raccontate, ci ha insegnato che tutto può succedere. Che il contagio di un uomo dall’altro lato del mondo, allo stesso modo del celeberrimo battito delle ali di una farfalla, può tradursi in una epidemia di dimensioni mondiali e pandemiche. La pandemia ci ha insegnato che in alcune occasioni le regole di civiltà e rispetto possono essere calpestate a favore del proprio (sano?) egoismo o della propria sopravvivenza. Qual è quindi il confine tra distopia e futuro prossimo? Il grande sogno si conclude con un capitolo finale contenente l’ultimo articolo scritto dalla Grandes poco prima della sua morte, e le note di Montero, suo vedovo, che racconta la genesi dell’opera, con i primi appunti risalenti ad aprile 2020. Con questo romanzo termina ufficialmente la saga a cui tanto teneva la Grandes, lasciando comunque spazio a riflessioni e temi più che attuali. Tremendamente plausibili.