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Il guaritore

Il guaritore

Duemila anni fa. Gerusalemme, un sepolcro scavato nella roccia. Un uomo senza nulla addosso, in apparenza indifeso e stranito, si ritrova a fissare un cadavere disteso di fronte a lui e ripensa al cammino che l’ha condotto a questo epilogo. L’uomo non appartiene a quelle terre e nemmeno a quella epoca. Si ritrova lì per aver accettato di prendere parte ad un esperimento, perché tra tutti i candidati si è rivelato essere il migliore. Sì, perché i traumi infantili uniti ad indiscusse doti personali l’hanno reso la cavia perfetta per tentare un esperimento mai provato prima: tornare indietro nel tempo per cercare la verità. Quella verità morta e risorta e della quale un’umanità che ha ormai smarrito le sue certezze ha un disperato bisogno di ritrovare, di ottenerne una prova tangibile. Mark, il primo crononauta della storia, è lì per trovare le prove della morte e della successiva resurrezione di Gesù di Nazareth, ma nel viaggio di ritorno riporta a casa ben più della propria parola, porta con sé - inavvertitamente - un uomo di quell’epoca. Jeshua, l’uomo teletrasportato in un prossimo futuro distopico, non ricorda nulla delle sue ultime ore di vita e nemmeno del suo passato. Non sembra una figura mite, piuttosto quella di un guerriero, e dimostra un ottimo spirito di adattamento all’epoca in cui è stato catapultato. Avrà comunque bisogno di Mark per dipanare la matassa, ma sarà un’impresa più complicata del previsto. D’altra parte, non capita tutti i giorni di trovarsi potenzialmente di fronte al messia…

Il romanzo inizia in un passato remoto, nella Gerusalemme di duemila anni fa che ha crocefisso Gesù di Nazareth, per poi catapultarci velocemente in un futuro prossimo, in un centro di ricerche in Svizzera finanziato dal Vaticano, dove ha appena visto la luce un esperimento mai tentato prima dall’umanità. Capiamo di non trovarci nel nostro presente in quanto in questo futuro distopico i viaggi nel tempo sono possibili. È attorno a questo stratagemma che si sviluppa la trama del libro. In questo futuro la fede religiosa cristiana è sempre più in discussione e le massime autorità della Chiesa hanno sempre meno presa sulla popolazione mondiale ed è in questo contesto che l’autore immagina cosa potrebbe succedere se un personaggio ritenuto Gesù di Nazareth venisse catapultano in mezzo a noi. Verrebbe accolto a braccia aperte o piuttosto verrebbe ritenuto una minaccia? Il romanzo non è facilmente catalogabile in generi, infatti contiene in sé una componente di fantascienza, ed una buona dose di azione. Una sorta di romanzo thriller à la Dan Brown de Il Codice Da Vinci mescolato all’azione della saga dei film di Jason Bourne. Alcune parti del romanzo appaiono un po’ forzate, come lo stratagemma che ad avvalorare la certezza sulla resurrezione di Gesù basti la testimonianza oculare di Mark; altre parti paiono un po’ irrealistiche, ad esempio il fatto che Mark da dipendente d’ufficio si trasformi in tre o quattro mesi in poliglotta ed esperto uomo d’azione. Ma nel complesso il romanzo si mangia velocemente, l’abbondanza di dialoghi costruiti con il linguaggio di tutti i giorni rendono la lettura fluida. Chissà, magari rivedremo Mark e Jeshua in un sequel.