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Il karma del camaleonte

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Londra. Valentina ha una quarantina d’anni, lavora per un’agenzia e si sta imbarcando su un aereo per raggiungere la Sicilia. Sembra che sia riemersa dal mare l’isola Ferdinandea, un lembo vulcanico di terra largo sei metri nel canale di Sicilia, tra Sciacca e Pantelleria. Desiderava fotografarla sin dal 2002, quando si vociferava dovesse spuntare fuori, e piazzare un report sensazionalistico per National Geographic. Le cose non sono proprio come sperava, ma la fotografia è rimasta una sua grande passione. Abbastanza incredibilmente, seduto a solo un posto da lei c’è Graham, con cui aveva avuto una storia proprio in Sicilia e proprio nel 2002. A quel tempo, Graham studiava design alla Goldsmiths di New Cross e fantasticava sul cambiare il mondo. In meglio, ovviamente. Ora, le dice, è in affari con suo zio, investimenti ecologici, ma nel frattempo ha progettato uno strumento per la pesca sostenibile che vorrebbe vendere. Il viaggio passa così, mentre i due ex amanti rivangano il loro passato e si aggiornano sul loro presente. Poi l’aereo atterra e Valentina crede sia tutto finito. Non passa invece mezz’ora che riceve un messaggio da Graham: le va di andare a fare un giro in barca attorno all’isola Ferdinandea?

Ferdinandea è un’isola di origine vulcanica con una storia lunga e molto interessante. Tra le sue copiose vicissitudini, si annovera nel 2002 una certa attività sismica che ha fuorviato numerosi vulcanologi, facendogli pensare che da lì a poco una porzione di terra maggiore sarebbe affiorata sopra la superficie del mare. E invece nulla. Questo è pressappoco il fatto che dà il la al romanzo d’esordio di Maria Serra, cagliaritana trapiantata a Milano. A dispetto dell’incipit, ne Il karma del camaleonte c’è ben poca Sicilia, sebbene Graham, coprotagonista del libro, sia anche il nome in inglese dell’isola Ferdinandea. C’è invece molta Sardegna, vero luogo di ambientazione del romanzo, e qualche digressione interessante su paesini disabitati (San Salvatore di Sinis) e tradizioni nuragiche. Per il resto, Il karma del camaleonte contiene poco altro. La trama si scioglie piatta pagina dopo pagina. Non è necessariamente un difetto, ma un romanzo le cui premesse lasciano presagire avventura (un reportage su un’isola) e mistero (qualche affare losco in Sardegna) non può certamente risolversi in un nulla di fatto senza deludere. Così come tutte le possibili tensioni (tra Valentina e Graham e tra Graham e suo zio Edmund) che vengono coltivate e lasciate immaginare lungo tutto il libro, che si spengono da sole ed inesplicabilmente, lasciando chi legge col cerino in mano.