Miami, 1990. Il vampiro Lestat inizia a raccontare la sua storia, precisando che tutto ha avuto inizio molto prima, con i suoi sogni di vampiro vagabondo di duecento anni, rinato nelle tenebre nel XVIII secolo. Intorno agli anni ‘80 del XX secolo il dolore lo ha trasformato, il potere che possiede lo rende infelice. Può volare, può accendere il fuoco col pensiero, può leggere la mente di vampiri e umani, può chiamare a sé gli immortali ovunque essi si trovino nel mondo, ma i vampiri che ha amato sono dispersi e lui è solo. La storia che lo riguarda e che Lestat racconta fa parte delle Cronache dei vampiri dell’era moderna. Nei sogni vede di continuo Claudia, la vampira bambina che è stata giustiziata dalla congrega di Armand e la cui morte lo tormenta. Vede anche l’amico mortale David Talbot, che rifiuta sempre con decisione il sangue tenebroso. Lo vede in pericolo, che sia un avvertimento? Lestat considera Miami la città dei vampiri. A South Beach al tramonto è possibile osservare il crogiolo umano che la anima, è solo per questo che a volte abbandona la sua New Orleans. È una notte di caccia per lui, la vittima che ha scelto è l’uomo chiamato “Strangolatore dei vicoli” ed è grazie ai suoi “sogni intrisi di sangue” che è stato possibile individuarlo. Si trova in una stanza piccola e tetra a due isolati di distanza, indossa abiti dozzinali ed è sudato. L’uomo è massiccio, con un volto sgraziato e lo sguardo inquieto, lascia la squallida camera e inizia la sua di caccia, vaga alla ricerca di una vittima e infine la trova. Una donna ignara del mostro sui suoi passi. Lestat lo segue in Collins Avenue librandosi a livello dei tetti più bassi, pronto a bloccarne la mano omicida. Nel frattempo penetra a fondo nella sua mente allucinata, ragionando sul grasso corpo sudicio di cui dovrà nutrirsi e realizza che l’uomo non è consapevole di ciò che fa, non sa di uccidere, non ha letto i giornali che parlano di lui. È in dubbio sulle proprie azioni, ma ormai lo strangolatore ha individuato la vecchia da assalire e la segue come in trance fino al condominio in cui risiede. È sconvolgente per l’immortale rendersi conto che ora il sangue che desidera bere non è più quello dell’uomo, ma quello della sua vittima designata…

“Ha scelto te perché tu sei uno sconsiderato vanaglorioso. E non lo dico per ferirti, credimi. Tu desideri attirare l’attenzione su di te fino a metterti nei guai, provocando tutto e tutti e rimanendo poi a vedere se il vaso traboccherà e se Dio scenderà ad afferrarti per i capelli. Ebbene, non c’è nessun Dio. Anche tu potresti essere Dio”. Sono le parole che Louis rivolge a Lestat quando viene a sapere che il suo creatore è in procinto di accettare una proposta folle, la stessa da cui nemmeno l’amato David Talbot è riuscito a dissuaderlo. Pubblicato nel 1992 (alcuni capitoli finirono sul numero di Playboy di ottobre dello stesso anno) il quarto volume delle Cronache dei vampiri – che conta ben tredici titoli più due volumi dedicati alle nuove cronache – mette in luce ulteriori elementi della personalità di Lestat. La sua smania di rivivere sensazioni umane, la sua ricerca di risposte, gli incubi legati a Claudia e al suo destino e la passione per David – ormai settantaquattrenne – mai appagata, mai sopita, il tormento all’idea che possa morire (in questo la Rice dichiarò di essersi ispirata all’angoscia provata per la morte recente del padre). Le luminose e caotiche notti a Miami, quelle più languide e solitarie a New Orleans e una movimentata crociera ai Caraibi fanno da sfondo agli eventi che riempiono le pagine de Il ladro di corpi, Raglan James, l’uomo che con astuzia, coraggio e una robusta dose di sfacciataggine, fa a Lestat la più allettante delle proposte. Nonostante le lunghe descrizioni, le infinite elucubrazioni mentali, i dialoghi dai contenuti ripetitivi, il romanzo ha un buon ritmo, alcune sequenze avvincenti, momenti di elegante sensualità e – se già non conoscete nel dettaglio la storia – momenti di suspense (il “New York Times” a suo tempo considerò questo romanzo come il principio del declino della saga). Anne Rice, indiscussa regina del romanzo gotico, scava a fondo nella multiforme personalità del vampiro Lestat, depresso e nevrotico a causa della sua indole famelica che lo spinge a bramare tutto e non gli permette di porre un freno alle sue pulsioni. Nel 2007 e poi nel 2014 ci sono state trattative per la trasposizione cinematografia dell’opera, con sceneggiatura scritta da Christopher Rice, ma per varie vicissitudini non se ne è fatto nulla.