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Il libro dei desideri

Il libro dei desideri

Ana è la figlia del primo scriba di Erode Antipa, per questo per lei la scrittura è un gesto meravigliosamente familiare. Peccato che, nella Galilea dei primi anni dopo Cristo, l’istruzione sia vietata alle femmine. Riesce comunque a convincere il padre, nonostante la fiera opposizione della madre e così prende lezioni da un precettore. Ma solo quando la zia Yalta va a vivere col loro Ana comprende davvero la potenza di quel gesto: rimasta vedova in circostanze misteriose che hanno gettato su di lei una luce sinistra, la donna è istruita e decisamente controcorrente. La peggiore amicizia che la madre vorrebbe vicino alla figlia, ormai in età da marito. Ana è completamente presa dall’ascolto delle storie di studio e indipendenza della zia; quando realizza che i suoi sogni di narratrice dovranno infrangersi perché deve cedere a un matrimonio combinato o, peggio ancora, diventare la concubina del perfido Erode, scoppia in una rivolta domestica furiosa. Il mondo non è pronto a un temperamento come il suo: scampa per un pelo a una lapidazione improvvisata dalla folla e si mette in salvo con l’inseparabile zia. È Nazareth ad accoglierle, dove vive l’uomo che Ana ama segretamente da tempo, un uomo devoto, generoso e responsabile: Gesù, figlio di Giuseppe, l’unico, insieme a Yalta, che comprende il dono di Ana e il suo bisogno profondo di scrivere e di tramandare storie. Ma anche Gesù è destinato a qualcosa di più grande che pescare o costruire nuovi templi…

Di una moglie di Gesù non ci sono tracce storiche, dunque la protagonista di questo romanzo è un’invenzione letteraria pura. Naturalmente potrebbe essere esistita ma dimenticata o omessa nel corso dei secoli, magari per ragioni dottrinali. Fatto sta che Ana e Gesù sono qui rappresentati in maniera complessa, piena, due figure uniche destinate necessariamente a stare insieme. Chi avrebbe potuto infatti comprendere fino in fondo quel crescente bisogno di predicare, includere, convertire? Quale donna avrebbe potuto accettare che il proprio marito si facesse Messia, incarnasse il bisogno di libertà e giustizia di un intero popolo? Mettendo a rischio la propria vita, per giunta. D’altro canto, quale uomo, nella Galilea dei primi anni dopo Cristo, avrebbe accettato di avere una moglie istruita, capace di leggere e scrivere, con idee di eguaglianza di genere e con il desiderio di scrivere e tramandare le storie (spesso dolorose) di donne dimenticate? Due grandezze diverse e complementari, quelle di Amato e di Piccolo Tuono, così come due grandezze sono quelle di Ana e Yalta, una coppia di donne diverse, sempre contro, destinate a essere perseguitate, accusate ma mai sottomesse. Un romanzo storico pieno di avventura, con un intreccio narrativo vario e movimentato e un senso profondo del rispetto della natura umana, profondamente impregnato di spirito religioso ma perfettamente condivisibile anche in una chiave più laica.