Salta al contenuto principale

Il mago di Lublino

Fine XVIII secolo, Polonia. Yasha Mazur, il mago di Lublino, è appena tornato da un viaggio di lavoro. Come sempre ha bisogno di restare a letto almeno due giorni per recuperare le energie, accudito da sua moglie Esther, che lo aspetta sempre anche se sospetta che lui le sia infedele. Sposati ormai da vent’anni, i due non hanno avuto figli anche se Esther ha provato ogni rimedio contro la sterilità. È una buona moglie, grande lavoratrice, che si occupa della sua casa, dell’orto e degli animali. Yasha è un illusionista, prestigiatore e ipnotizzatore oltretutto capace di aprire ogni serratura, tanto da rischiare di finire nelle mani della criminalità. Basso di statura, occhi chiari, capelli ribelli, l’occhio destro un po’ più grande del sinistro che sembra ammiccare con insolenza, ha ormai quarant’anni anche se ne dimostra dieci di meno grazie alla sua proverbiale flessibilità, che gli permette tra l’altro di scrivere con la penna tra le dita dei piedi o piegare il corpo in qualsiasi direzione. Ma Yasha è un irrequieto, minacciato dalla noia e per questo sempre alla ricerca di nuovi trucchi e nuovi amori. Magda, la sua assistente, una giovane donna esile, senza seno e con le labbra sempre imbronciate come pronte per essere baciate, è una delle sue amanti che frequenta con il benestare della madre e del fratello in quanto Yasha in fondo mantiene tutta la sua famiglia, da quando è caduta molto in basso. Poi Zeftel, moglie abbandonata dal marito evaso dal carcere, donna non molto rispettabile da cui però si è fatto coinvolgere, tanto che quando va a trovarla le porta dei regali pur non capendo egli stesso perché la frequenti visto che ha Esther, Magda e si è anche innamorato di Emilia, la vedova di un professore, timida e sensuale, madre di una ragazza di quattordici anni. La donna si è a sua volta innamorata di lui, vuole sposarlo e gli ha chiesto di lasciare tutto per trasferirsi insieme all’estero, trasferimento che a Yasha potrebbe offrire delle opportunità difficili da realizzare nel suo Paese. È combattuto, si dibatte fra il suo demone interiore di continuo cambiamento e i suoi valori, fino a quando qualcosa di terribile gli farà cambiare strada…

Il personaggio di Yasha è molto affascinante nella sua irrequietezza, con i dubbi che lo assillano e la sensualità sfrenata: ma ancora più intrigante è il passaggio che compie dall’essere completamente divorato da desideri di superamento di se stesso verso la rinuncia. Nella narrativa realistica di Singer troviamo fatti storici e sociali che vengono abilmente ricordati. La sua caratteristica è anche quella di riuscire a descrivere il mondo interiore dei personaggi con tutti i loro desideri e le loro debolezze tratteggiando il problema dell’identità ebraica, divisa fra i valori tradizionali e l’inevitabile processo di assimilazione alla cultura dominante. Insignito nel 1978 del Premio Nobel per la Letteratura, Isaac Bashevis Singer fu autore estremamente prolifico di racconti e romanzi inizialmente scritti in yiddish e poi tradotti in inglese alcuni ancora in corso di traduzione e pubblicazione. Anche Il mago di Lublino - scritto nel 1960 e pubblicato per la prima volta in Italia nel 1963 - ebbe una traduzione successiva controllata dall’autore stesso. Dal romanzo è stato tratto un film nel 1979.