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Il mare dei fuochi

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Bologna, 27 giugno 1980. Il tempo è scuro, la giornata fredda, nonostante dovrebbe essere caldo, il temporale borbotta tra le nuvole nere. In aeroporto il volo è in ritardo di due ore e quando le assistenti di terra compaiono all’accettazione, tutto si rianima: “Volo ITAVIA IH870 per Palermo. Imbarco immediato uscita nove”... Settantasette passeggeri in tutto. Contemporaneamente in una cittadina al confine tra Bosnia e Croazia un altro aereo, un Learjet 36°, è da circa un’ora pronto alla partenza. Il velivolo è tra i più utilizzati dai servizi segreti. A distanza stanno seguendo ciò che sta succedendo a Bologna, nella convinzione che quel ritardo sia favorevole, anche se... Un uomo, Moustafa Karnafa, sta scendendo da una Mercedes scura, vicino a quella pista segreta. Non nasconde il suo nervosismo per quel ritardo, al punto che sta pensando di mandare a monte l’intera operazione. Dieci minuti ancora e non se ne fa più niente. Ma un’altra automobile sta già arrivando. A bordo c’è Luciano Cutroneo, conosciuto come “l’ingegnere”. Nel bagagliaio della sua auto c’è dell’esplosivo che scambia con una valigetta contenente azioni al portatore della Canada National Railways, per un valore di dieci milioni di dollari. Karnafa fa bene a non fidarsi di Cutroneo, perché, infatti, è proprio lui che avvisa tre falsi agenti per far bloccare la Mercedes prima che arrivi all’aeroporto. Ma i tre commettono l’errore di mostrare le armi. Una serie di peripezie e qualche sparatoria dopo, Karnafa sale sul jet...

“Il pericolo è il mio mestiere”: potrebbe essere la legge fondamentale della vita di Oswald Breil e anche se potrebbe vivere tranquillamente a bordo del suo yacht super-accessoriato, il “Williamsburg”, con la sua dolce metà Sara Terracini, non riesce proprio a tenersi fuori dai guai. E in che intrigo si trovano, anche questa volta! L’ultima avventura che nasce dalla penna di Marco Buticchi è ambientata prevalentemente in Italia e associa insieme alcuni dei grandi misteri del nostro Paese, tra il disastro di Ustica, la bomba alla stazione di Bologna, il traffico di scorie radioattive che si sospetta sia alla base degli omicidi della giornalista RAI Ilaria Alpi e del suo operatore Milan Hrovatin, il disastro di Ramstein in cui persero la vita, tra gli altri, il tenente colonnello Ivo Nutarelli e il tenente colonnello Mario Naldini, ovvero due piloti esperti, ma soprattutto gli stessi due che si trovavano in volo addestrativo a Grosseto la notte del disastro di Ustica e che diedero per primi l’allarme. In un intreccio incredibile, tutti questi tragici eventi vengono collegati incredibilmente con ’ndrangheta, Isis e le cosiddette “navi a perdere”, quelle navi cioè che vengono affondate con il loro carico radioattivo, ritenendo che con la copertura di polvere di marmo di Carrara e cemento, non ci sono e/o non ci saranno problemi, senza calcolare però la durata dell’espediente in fondo al mare e semmai considerandolo un problema delle generazioni che verranno. Come sempre Buticchi non cede nemmeno un centimetro della sua avventura alla noia e come succede ogni volta, più si entra nei meccanismi della storia, meno si ha voglia di smettere di leggere e anzi si vorrebbe arrivare il prima possibile a qualche informazione in più che possa aiutare a immaginare cosa succederà, perché l’autore è insuperabile nel tenere con il fiato sospeso il lettore, fino alle ultimissime righe. Ma c’è di più: in questa sua ultima fatica c’è la volontà dichiarata di fornire un contributo verosimile a molti momenti bui del nostro Paese, utile soprattutto a non dimenticare.