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Il mare ha fame

Il mare ha fame

“La maggior parte delle cose accade durante l’assenza di qualcuno”: togliere è la cifra stilistica dei suoi genitori, “bravi in sottrazioni” come recita il titolo della poesia. La madre non esce mai, se non per accompagnarla dal logopedista, di cui è innamorata; poi, piano piano, smetterà del tutto di uscire e si limiterà a spedire al medico cartoline con ritratti di cieli e spiagge. Il padre, invece, afferma che non serve restituire gli LP presi in prestito dalla biblioteca: dopo un po’ quegli oggetti mancanti non si noteranno più e la loro assenza diventerà normalità. Qualcosa da raccontare c’è anche sulla nonna, alquanto bizzarra: nuota d’inverno, e “le sarebbe piaciuto far parte della mafia / perché almeno lì si prendono cura della loro famiglia”. Dato che ci siamo, parliamo anche del gatto: quando piove alla domenica non si lascia toccare, forse perché l’aria è più secca. E poi c’è lei; lei che ogni tanto va in lavanderia e guarda come incantata le lavatrici che fanno il lavoro al posto suo, finché non si avvicina un tipo – vanno in un bar di flamenco insieme – e poi gli promette che non laverà più i panni al sabato e finiscono per dividersi i giorni di bucato. Per consolarsi, prepara dei piatti e li guarnisce con ciò che non riesce a dire, poi gioca con il gatto al bar e gli dà gli avanzi, beve i rimasugli dei bicchieri di vino e si nasconde “in una leggera ebbrezza sotto la tovaglia”…

Questa raccolta di poesie di Kira Wuck, classe 1978, cresciuta nei Paesi Bassi da madre finlandese e padre indonesiano, è da meditazione. Non è intuitiva, immediata, ma arriva di più ad una seconda lettura, cercando indizi fra le righe, collegamenti fra scenari apparentemente lontani ma accomunati da uno stesso sentire. Quello che traspare è una forte introspezione mai drammatizzata ma descritta lucidamente con frasi del calibro “il più delle volte interveniamo troppo tardi/ forse siamo indietro di qualche minuto su tutto” che emergono in una mattina qualsiasi tra un caffè mancato e uno specchio al quale fare promesse che probabilmente non verranno mantenute. L’autrice rimarca molto le sue origini materne finlandesi, descrivendo le ragazze del paese nordico come persone che salutano raramente, che viaggiano spesso sole e per le quali “ti serve solo uno scalpello per arrivare loro vicine” oppure dipingendo con pochi versi la vita ad Helsinki: “Alcolisti si radunano nel parco / che sia bello o brutto tempo / se sei bravo in qualcosa / devi avere disciplina / poi il resto viene da sé”; in generale ritorna spesso sulla famiglia e su una certa alienazione tipica della vita odierna, da prendere come dato di fatto, come avviene in Ripetizione: “…annusare la perdita / fare l’amore con un altro / senza che nessuno si renda conto di chi sei” e, ancora: “a volte vedo le cose che voglio avere / come un’ondata che può inondare la terra / per raggiungerle devo prima annegare”. Il volume comprende le raccolte Ragazze finlandesi e Il mare ha fame, con testo originale – nederlandese – a fianco.