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Il melo gramo

Il melo gramo

Torino, 1998. Riccardo fa un importante annuncio agli amici Felice e Mirto, invitati alla esposizione organizzata nell’atelier dei genitori, entusiasti sostenitori di giovani artisti grazie anche al patrimonio del nonno paterno. Mirto, Riccardo e Felice, diversi tra loro sia nel fisico che nel carattere, sono cresciuti insieme e si completano. La differenza c’è anche nella composizione e nello stile di vita familiare, anzi la loro relazione amicale è più simile a un rapporto fraterno, tanto che i nonni di Felice erano un po’ i nonni di tutti e tre, avevano sempre una parola gentile, un gesto affettuoso per ciascuno di loro. La loro abitazione, una chiesa sconsacrata, è rimasto il loro rifugio, è proprio lì che si dirigono andando via di soppiatto dalla mostra. Non ci sono ritornati dalla morte dei nonni, ma bastano pochi attimi per ritrovare il filo dei ricordi e intrecciarlo con i progetti futuri. Al calare della sera arriva anche il momento delle confidenze, delle rivelazioni. Mirto confida che poco prima di morire nonna Bettina gli aveva dato il coltello da innesti di nonno Francesco. “Te lo regalo”, gli aveva detto. “Conservalo con cura, tienilo sempre affilato. La lama taglia: il taglio della vita. La lama taglia: il taglio della morte. Usalo per dare la vita”. Poi...

Omar Fassio con il romanzo Il melo gramo scrive e accompagna il lettore in quei passaggi delicati in cui i momenti di crisi dei personaggi diventano la leva per crescere, per trasformare la loro relazione adolescenziale in un rapporto maturo senza perdere la forza che proviene dall’amicizia di gruppo. I protagonisti si trovano a prendere decisioni importanti, difficili, guidati con mano decisa dall’autore, che - è evidente - attinge a piene mani dalla sua esperienza professionale. Omar Fassio infatti è psicologo, psicoterapeuta e dottore di ricerca in Psicologia Clinica e delle Relazioni Interpersonali, oltre Giudice Onorario al Tribunale per i Minori di Torino. Ha scritto diverse ricerche e pubblicazioni scientifiche sulle tematiche dello sviluppo, della motivazione e delle emozioni, ma dal 2016 si è dedicato anche alla narrativa. Tutta la sua formazione si riversa naturalmente nelle storie che scrive, dando l’impressione che le pagine siano un susseguirsi di eventi fuori dell’ordinario. Leggere queste pagine è come scivolare sul ghiaccio, l’equilibrio è precario e si è travolti da tantissime, forse troppe, informazioni che spuntano da ogni dove.