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Il mercante di libri maledetti

Il mercante di libri maledetti
Abbazia di San Michele della Chiusa, anno del Signore 1205, mercoledì delle Ceneri. È in arrivo una gelida bufera. Padre Vivien de Narbonne, irritato dall'incenso, decide di uscire dal monastero prima della conclusione della messa vespertina. Inizia a passeggiare nella corte innevata, poi senza indugio si dirige al dormitorio nella speranza che la sensazione di disagio che lo accompagna dalla mattina si dilegui con il riposo. Percorre il labirinto di corridoi al giallognolo chiarore delle fiaccole, ma sull'uscio della cella trova conficcato un pugnale a forma di croce a cui è legato un biglietto con scritto: “Vivien de Narbonne, colpevole di negromanzia. Sentenza emessa dal Tribunale Segreto della Saint-Vehme. Ordine dei Franchi-Giudici”.  Non riesce a capire come  lo abbiano trovato in quel rifugio arroccato sulle Alpi. Deve fuggire. Subito. Pochi oggetti gettati alla rinfusa, un mantello pesante sulle spalle e raggiunge le stalle...
Il romanzo di esordio di Marcello Simoni, primo di una trilogia, si apre con un mistero che causa la fuga di un personaggio chiave e procede con inseguimenti, uccisioni, segreti e colpi di scena molto dettagliati, talvolta a scapito della tensione narrativa. Ambienti, natura e importanti monasteri situati lungo il Cammino di Santiago di Compostela sono descritti con dovizia di particolari e predilezione per l'arte, protagonista essa stessa. Sono riprodotti graficamente brani crittografati, messaggi in codice, enigmi in versi e tutta una serie di citazioni da antiche leggende o testi di magia; i riferimenti storici sono circostanziati e ben diluiti con gli eventi di pura fantasia. In generale la trama funziona, nonostante le soluzioni degli intrecci di quando in quando semplicistiche o fuori luogo (e altre volte troppo facilmente prevedibili), il finale forzato e affrettato rispetto alla storia che lo precede. L'autore usa una struttura sintattica semplice, ma predilige termini antiquati e abbondanza di aggettivi che talvolta rendono la prosa ampollosa e greve. Un  romanzo imperfetto, utile però per ore di piacevole evasione.