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Il mio gatto si chiama Odino

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Aldo ha undici anni e ciò che ama di più è giocare con i suoi due migliori amici, Sandro e Giulio. I tre ragazzini hanno fondato il Club del Fumetto, ma il loro scopo non è solo leggere e parlare di fumetti, hanno una missione ben più importante da portare avanti: salvare la terra. A questo scopo spesso si incontrano per allenarsi: tirano di scherma con spade di legno, praticano mimetizzazione, studiano l’alfabeto morse. Tutto per essere pronti quando arriverà il momento della battaglia. Aldo adora passare il tempo con gli amici, un po’ meno quando deve portarsi dietro sua sorella Petra. Una bambina furba e impertinente che ci tiene a sottolineare la propria età, sei anni e tre quarti, abbastanza per partecipare agli incontri del Club (e se Aldo non la portasse con sé lei spiffererebbe tutto a mamma e papà). È un gelido venerdì di gennaio quando raggiungono gli amici sulla collina. Sandro è stato al Festival del Comics and Games e si è procurato la perfetta riproduzione della spada di Aragorn. Certo, non è affilata e non è proprio vera, ma di sicuro è molto più interessante delle spade di legno (anche se quelle le ha intagliate il nonno di Aldo e sono comunque bellissime). Tutti vogliono impugnare la spada, persino Petra che si mette a fare i capricci per non essere lasciata da parte. La bambina solleva a fatica l’arma che pesa parecchio. È pronta a fare a pezzettini qualunque mostro, anche i terribili lupi, si sente invincibile. Quando Aldo si avvicina per prendergliela, lei gliela punta contro baldanzosa: “Ti uccido, schifoso lupo mutante!” e agita la lama davanti al fratello. Ma ecco che il gioco cambia, gli occhi di tutti si spalancano e le risate cessano. Aldo guarda ai propri piedi e vede la neve sotto di sé tingersi rapida di sangue, il suo sangue…

A tanti bambini è capitato di trovare un gatto, ma a nessuno (forse) di trovarne uno capace di comunicare con la mente e, in particolare, capace di dichiarare senza remore di essere il dio nordico Odino. Che ci fa Odino dentro un gatto nero spelacchiato e privo di un occhio? Questo ce lo racconta Francesco Bedini, liutaio di professione con l’amore per il fantasy e la scrittura, formatosi alla scuola bolognese per autori “Bottega Finzioni”. In questo romanzo per ragazzi, illustrato da Stefano Tambellini, che è solo il primo volume (ne seguiranno altri tre) troviamo gli ingredienti classici e sempre apprezzati dei libri d’avventura. C’è un gruppo di giovani amici legati da interessi comuni; c’è la scoperta di un mistero e la necessità di tirare fuori il coraggio e la grinta per venirne a capo; ci sono i cattivi, impersonati da lupi spietati e dal maestoso Fenrir, e occorre tenerli a bada a ogni costo per proteggere la Terra; ci sono le spade (di legno, ma tanto basta) e alleati con cui affrontare le battaglie. C’è la morte con cui fare i conti e il sangue che spesso spaventa, ma nulla si può raccontare a mamma e papà. La narrazione naturalmente non è incentrata solo sulla lotta, ci sono momenti divertenti e momenti teneri, i bambini dimostrano di possedere uno spirito curioso e non si tirano indietro. Aldo è costretto ad affrontare le sue paure, specialmente per proteggere la sorella Petra. Giulio e Sandro, nonostante prendano in giro l’amico per il suo atteggiamento pavido, si dimostrano leali e disponibili nei momenti di crisi. A rendere la storia ancora più interessante le illustrazioni di Tambellini, illustratore con un curriculum internazionale, che ha saputo dare carattere al gatto Odino mentre salta di pagina in pagina con la sua coda spelacchiata. Un racconto emozionante e ricco di spunti mitologici con cui i giovani lettori (ma non solo) possono lasciar volare la fantasia. Ed è solo l’inizio.