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Il mondo che verrà

Il mondo che verrà

C’è un bosco ricco di vegetazione di ogni tipo e popolato da animali di ogni specie. E ci sono un padre e un figlio che lo attraversano per una lunga passeggiata. Passo dopo passo, pagina dopo pagina, scoprono una realtà stupefacente, variegata, vivace. L’inizio della passeggiata comincia come in un sogno, sul far della sera, e la natura si colora di blu, di azzurro, di ghiaccio sulla superficie del fiume, sovrastata da “alberi acrobati” che si tendono dall’una all’altra riva. Si odono il rumore dell’acqua corrente e il fruscìo ammaliante delle fronde dei salici, mentre un tenero verde invade le pagine. È l’alba. Il bosco si risveglia. Sotto i raggi del primo sole si alza il canto degli uccelli. Padre e figlio vedono un merlo nero sui rami bianchi della betulla. Anche il merlo canta. Il suo è “un canto che illumina il buio, il canto del mondo che verrà”. Ascoltando con attenzione si ode il suono di una fisarmonica, “scintillante, disinvolta”. Chi ha buone orecchie può ascoltarla e assaporare le sue note. Pare che, insieme alla musica, tutto il bosco si metta in cammino, veloce come il martin pescatore, in volo sopra lo stagno, mentre sul mare lontano il grido di un gabbiano infrange un misterioso, alto silenzio…

Il mondo che verrà nasce come canzone, composta da Flynn e Macfarlane per un album musicale dedicato al paesaggio, The moon also rises. Perciò il testo che leggiamo è essenziale e poetico, sintetico ed espressivo, originale e accurato, e respira nel limbo privilegiato che si estende tra musica e poesia. Le illustrazioni di Emily Sutton, vibranti di colori e di sentimento, semplici e lussureggianti insieme, accompagnano il testo, lo assecondano, ora con gioia ora con discrezione. Esaltano i particolari vicini e ampliano l’orizzonte lontano, in ogni stagione e in ogni ora del giorno, sotto il sole così come sotto la pioggia. Man mano che la passeggiata procede, il legame tra padre e figlio - e tra entrambi e gli ambienti naturali che attraversano - si approfondisce e si accresce delineando un orizzonte armonioso e sereno, ricco di armonia e di speranza, come il mondo che verrà. Johnny Flynn, attore e musicista di origine sudafricana poi naturalizzato britannico, si esprime qui in perfetta e profonda sinergia con Robert Macfarlane, scrittore, critico letterario e insegnante all’Emmanuel College di Cambridge. Sempre a Cambridge si è laureata in illustrazione e design Emily Sutton.