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Il mosaico del tempo grande

Il mosaico del tempo grande

Hora, paese della Calabria arbëresh. Michele, un giovane fresco di laurea che sta trascorrendo l’ultima estate al paese prima di emigrare al Nord in cerca di un lavoro, si invaghisce di Laura, una bellissima e un po’ enigmatica ragazza bionda appena giunta in paese con un bambino. Alla loro tormentata storia d’amore e al mistero che si annida nell’esistenza di Laura si intreccia la memoria del passato di Hora, custodita da Gojàri, cioè Boccadoro, un artista che da anni e anni sta lavorando ad un grande, complesso mosaico. Sarà proprio Gojàri a raccontare a Michele le vicende degli esuli albanesi che secoli prima hanno fondato Hora, dall’eroe Skanderbeg al coraggioso papàs Dhimitri Damis, tutti fuggiti dall’Albania negli ultimi decenni schiacciata da una crudele dittatura, e soprattutto tutti padri della cultura arbëresh calabrese...

Il sud di Carmine Abate non è mai né macchiettistico né didascalico: è il luogo della memoria condivisa, della comunità, di sapori, profumi e colori tradizionali da riscoprire ogni anno e da riportare con sé nei luoghi dell’emigrazione. In questo romanzo, che è storia d’amore sensuale, romanzo storico e noir insieme, Abate porta a compimento la sua opera di fusione dei linguaggi e delle culture italiana, arbëresh e calabrese già iniziata qualche romanzo fa, regalando al lettore un insieme difficilmente definibile ma irresistibilmente fascinoso.