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Il muro dell’apparenza

Il muro dell’apparenza

Il commissario di polizia Giulia Campi lascia Milano in fuga da un marito fedifrago e approda a Sparàgi, in Sicilia. Ad attenderla trova il cadavere, orrendamente stuprato e martoriato, di Valentina Rinaldi, rinvenuto sulla spiaggia il mattino successivo al giorno del suo sedicesimo compleanno. Ella stessa milanese, si trovava in villeggiatura nella località balneare al seguito dell’amica del cuore Silvia Di Bella e della madre di quest’ultima. Le modalità dell’esecuzione del delitto sembrano indicare il coinvolgimento di un gruppo di persone, forse un branco. Ma le prime testimonianze raccolte puntano invece il dito contro Simone, il titolare del locale Tyco Tyco: un giovane adone, che aveva avviato una relazione amorosa con Valentina, contro tutte le regole, compreso il vincolo matrimoniale. Le indagini prendono corpo cercando di fare breccia tra diffidenze ed incomprensioni, emblema di una provincia che è molto più complicata di quanto sembra e di un’umanità percorsa da contraddizioni e inquietudini…

Un efferato delitto apre uno squarcio nell’apparente tranquillità di una provincia siciliana, che si scopre improvvisamente marcia. L’ultima fatica letteraria di Sabrina Campolongo è un romanzo giallo scioccante e realista. Affascina per le smorzature di tono e la deliberata assenza di effetto con cui l’autrice conduce il filo della vicenda. Colpisce per la ricchezza descrittiva e la profondità d’analisi, anche quando fatti e protagonisti vengono spinti in un baratro senza fine. Perché la vena narrativa della Campolongo, abile nello scandagliare gli abissi più reconditi dell’animo umano, arriva a colpire nel segno con la sorprendente sapienza di chi conosce la crudeltà che passa per le vie traverse e non per le grandi arterie. Ne viene fuori un noir niente affatto secco e fulmineo, ma animato anzi da personaggi felicemente caratterizzati che non si dimenticano facilmente. Che piacerà al lettore che abbia voglia di interrogarsi su dove si sgretola il muro dell’apparenza ed inizia il male vero, o dove finisce il male vero ed incomincia la letteratura.