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Il nastro rosso

Il nastro rosso

“Il vero nome di Kedi era Kebarie. Ma la chiamavano così soltanto i compagni di classe e la maestra Erika. Per parenti e amici era Kedi. In romanès Kedi significa leggere. Per Kedi leggere era facile. Scrivere, invece era un incubo. Nel suo quaderno dei dettati le lettere proprio non si reggevano in piedi”. Per questo Kebarie si scontra spesso con la maestra Erika che cerca di farle imparare lo sloveno. Ma per lei imparare è noioso. Quello che le piace è correre a casa dal suo dade (padre) con cui ha un legame fortissimo: desiderando il meglio per lei non vuole che frequenti solo la comunità rom ma che vada anche a scuola. Per spronarla a leggere le racconta quotidianamente delle storie, come quella della principessa sul pisello da lui trasformata in una coraggiosa principessa rom. Un lunedì Kedi, finite le lezioni, corre impaziente verso casa ma non trova il padre ad aspettarla. Stessa cosa il giorno seguente ed anche quello dopo ancora. E più la sua misteriosa scomparsa si prolunga, più Kedi non riesce a smettere di pensarlo ed a scuola è distratta ed indisciplinata. Capisce che è successo qualcosa ma mamma e nonna non glielo vogliono rivelare. Neanche una settimana dopo anche il fratello Arhim sparisce: don Kerim, il capo villaggio, l’ha portato via per farlo lavorare al magazzino. Senza il padre non ci sono dinari e lui, anziché frequentare la scuola, deve contribuire a mantenere la famiglia. “Dov’è dade. Quando torna? Porterà tanti, tantissimi dinari. E Arhim potrà tornare a casa”. “Kedi, il tuo dade è in prigione. Non tornerà”...

Il nastro rosso di Janja Vidmar è il primo romanzo della nuova collana Rendez-vous della casa editrice Besa Muci, che ha come obiettivo quello di far avvicinare i piccoli lettori italiani a storie che arrivano da tutto il mondo. Janja Vidmar è una delle più importanti autrici slovene di letteratura per l’infanzia e per ragazzi; la maggior parte delle sue opere ruota attorno ad argomenti tabù della società contemporanea slovena: la discriminazione sessuale sociale e religiosa, la xenofobia, la violenza domestica, i disturbi del comportamento alimentare e l’incomprensione con adulti e coetanei. L’importanza dei temi trattati e lo stile scorrevole e coinvolgente dei suoi testi, le sono valsi vari premi premi letterari tra cui anche quelli di questo romanzo: il riconoscimento Zlata Hruska del Centro per la letteratura per l’infanzia della Biblioteca Civica di Lubiana e il Premio Desetnica dell’Associazione degli Scrittori Sloveni. Ne Il nastro rosso facciamo conoscenza con Kebarie, una bambina curiosa e intelligente, indipendente e desiderosa di riscatto, vittima però dei pregiudizi della società. Seguendola nel suo quotidiano scopriamo alcuni aspetti della cultura rom e le difficoltà della comunità rom nell’integrarsi in una società diversa dalla propria. E capiamo quanto la scuola svolga un ruolo fondamentale nel contrasto del razzismo e nella promozione di culture differenti. Un romanzo piacevole e di spessore, abbellito da alcuni disegni che rappresentano la simpatica piccola protagonista.