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Il nodo del suono

Il nodo del suono

Una creatura che si alimenta di desideri, speranze e amorevoli sentimenti osserva luoghi e paesaggi consueti, vissuti nei fasti e nefasti dell’esistenza per assecondare appieno il volo dei ricordi e fermare la mente su sommesse riflessioni da condividere con il lettore: “Si elemosina/ di portone in portone/ un sorriso di vita, / dopo anni d’abbondanza/ a riempire i polmoni/ per un fiato di cerbottana/ oro, fra le sterpaglie/ segrete.” Sensibile agli effetti di un senso impalpabile che circonfonde il mistero oscuro dell’essere e del non essere, si costringe a inventare strategie di sopravvivenza e relazioni di ipotetica contaminazione positiva con chi ci sta accanto: “Siediti e racconta. / Se ti sembro distratta/ non farci caso, è solo un’ombra. / Mi conforta questo parlare vuoto e / la certezza che nulla accadrà/ infranta sull’onda della teina mutante, / sorso dopo sorso. / Si sta insieme per perpetrare/ la spinta che non si riesce ad arrestare”…

È piacevole sentire il ritmo del blues scorrere in una raccolta poetica. Sì, perché è questo ciò che pulsa ne Il nodo del suono, opera prima di Argia Maina. Un volumetto che già nelle dimensioni del formato, nella grafica disegnata sulla copertina e sul retro, nella divisione dei testi in lato A e lato B, appare pensato per offrire al lettore la sensazione di avere tra le mani un’audiocassetta. Inoltre le poesie qui riunite sono costituite da versi semplici ma accattivanti sul piano dell’immediata emozione di ritorno che le rende atte a essere percepite come un suono limpido e avvolgente: toni, timbri e accenti si danno nella parola con una musicalità che tende ad accompagnare la lettura dei versi come un amico capace di porgere con tono confidenziale e suadente le più intime risonanze. Come “72 tracce a bassa definizione” le poesie di Argia Maina hanno la capacità di coinvolgere nella trama dei suoi versi limpidi e sinceri, di fare scoprire gioie e timori, lacrime e sorrisi. Il nodo del suono è un libro di sentimentale creatività poetica che vale la pena di leggere, misurato e soffuso di una malinconico disincanto, grazie alla capacità dell’autrice di raccontarsi con la necessaria distanza.