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Il nodo magico

Il nodo magico

Possono andare a braccetto le parole legame e libertà? Esistono dei momenti, degli incontri, degli sguardi, dei rapporti che pur occupando brevi periodi o istanti della nostra vita diventano eterni proprio per la magia con cui sono avvenuti o perlomeno con cui li ricordiamo. Questo accade anche ad Ulisse, una volta che - spogliato della sua astuzia - si trova a fare i conti con un interminabile viaggio di ritorno, scandito da un ventaglio di donne che si spiega al suo fianco. Nausicaa, Arete, Calipso, Circe, Anticlea, Atena, le Sirene. Penelope. Nomi che, accanto a tanti altri, costellano il poema omerico seminando un filo che conduce Ulisse nel mare dell’esperienza, dalla perdita alla ricerca, fino alla riconciliazione di sé. Non è l’astuto e spregiudicato re dell’Iliade ma un uomo solo, con una meta. Itaca. Mano a mano che perde i compagni, al suo fianco ha protagoniste femminili che appaiono come lumi, fari ad indicargli o ostacolargli la via del ritorno. La bella e giovane principessa dell’isola dei Feaci, Nausicaa, la ninfa Calipso, la maga Circe. Tutte sperano che resti, ma niente può fermare Ulisse, la sua voglia di riabbracciare il figlio, il padre, la moglie, ma soprattutto il suo istinto di esplorare i mari, i confini. Tuttavia, questi incontri faranno eternamente parte dell’eroe omerico. E allora si creano i nodi, nodi magici, che si sciolgono e riformano in un moto che non frena, bensì spinge ad andare avanti, a crescere e a vivere...

Alla luce di questa Odissea al femminile e di questi incontri, Cristina dell’Acqua, docente di greco e latino e vicepreside del Collegio San Carlo di Milano, ci invita a riflettere sui legami. Possono i legami rendere liberi? Le donne del poema omerico sembrano sussurrare proprio di sì. Sono donne che si innamorano e proprio per amore, anziché imprigionare Ulisse, lo reindirizzano alla sua libertà. Tra queste assumono un ruolo di rilievo Circe e il suo nodo magico, un nodo che la maga insegna all’eroe, prima che riparta, e che si carica del segreto profondo dei legami: la libertà. Il nodo di Circe diventa una metafora perfetta della vita, secondo l’autrice, di legami che si sciolgono e ricreano segnando il nostro cammino, a partire da quello che ci lega alla persona che ci ha partorito. Il viaggio di Ulisse diventa così un inno alla libertà, figlia dell’amore, di lacci, nodi creati dalle anime che si incastrano durante l’intensa esperienza della vita. Già con il precedente saggio Una spa per l’anima (2018), la Dell’Acqua si è posta come mediatrice tra i classici antichi e un pubblico che invita a trarre consigli proprio da questi. In questo libro nato durante le rigide regole della pandemia, che in fondo impedivano di contrarre legami, si condensano le idee scaturite dall’Odissea filtrata da una prospettiva g p p diversa, che rinfresca il mito con un’indagine introspettiva che ci spinge a riflettere sulle unioni e sulle libertà. Cosa ci rende davvero liberi? La solitudine o i legami?