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Il pane di Abele

Il pane di Abele

Namesio Palombini, giunto a Crapiles – un piccolo paese della Barbagia – dal continente e Zosimo Crajeddu, un ragazzino del luogo dall’animo semplice e schietto, sembrano non avere niente in comune. Eppure fin dal primo incontro tra i due nasce una tacita intesa di sentimenti e pensieri che li rende inseparabili. Nemesio, grazie all’amico che gli insegna il dialetto, all’accoglienza nel seno della famiglia Crajeddu e alle scorribande in mezzo alla natura, si ambienta bene in quella terra straniera che gli entra a poco a poco nella pelle quando scopre l’amore per Columba, la ragazza più bella del paese, tuttavia già promessa sposa di Zosimo. Diventato adulto, alla soglia dei vent’anni e del matrimonio dei due giovani, Nemesio parte per Roma per iscriversi all’università portando con sé il peso di quel segreto, spinto dal ricordo di un giuramento – “fratelli per sempre” – fatto a Zosimo in una notte dopo un bagno al chiaro di luna, che suggellava la loro fedeltà in un patto di sangue. Fino al giorno in cui Nemesio rientra a Crapiles…

Quel vento che spazza il cielo nelle prime pagine del romanzo di Niffoi è annuncio di tempesta e di cattivi presagi che si insinuano prepotenti nelle vite e nelle pieghe dell’animo dei protagonisti. Presentimenti che percepiscono, annusano come gli intensi ed acri odori della terra a cui sono avvezzi, ancora prima che diventino realtà. Aggrappate alla forza della terra e animate da profondi legami, le vite dei tanti personaggi si muovono e respirano indissolubilmente legate una all’altra: esistenze che portano a dividere tempo, cibo, passioni e affetti, a desiderare e volerne la morte quando si tratta di affermare valori e possessi radicati nel cuore. Vite che si completano nel bene e nel male, come annuncia il titolo del romanzo. Quel pane, che da un lato nutre e insegna a chi lo ha spezzato il prezzo della conquista e la durezza della vita dall’altro fa germogliare in quelle stesse bocche che ha sfamato il seme di una mala passione. E come per Caino e Abele, l’amore di due fratelli di sangue si accenderà di un odio profondo dove non c’è spazio per il perdono, dove non c’è tempo per il rimpianto o per la colpa ma che alimenterà solo la smania di vendetta e di una malsana giustizia personale.