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Il piccolo musicista

ilpiccolomusicista

“Il grande musicista è chino sulla sua scrivania con una matita dalla punta sottile e ben temperata segna meticolosamente note rotonde e nere sulle loro stanghette. Dopo un po’ si ferma. Rilegge la sua partitura. Cancella e riscrive. Poi la accartoccia e la getta via”. Il grande musicista è irrequieto, non riesce a concentrarsi sul suo lavoro e, benché chiuda le finestre, nasconda gli orologi, faccia tacere ogni piccolo suono, qualcosa lo distrae e lo deconcentra. È qualcosa che arriva da fuori, che spunta dall’angolo della strada, con una piccola fisarmonica ben ancorata al corpo da salde cinghie e con delle piccole dita che scorrono velocemente sui tasti bianchi e i bottoni neri. Il piccolo musicista porta allegria per le strade, i negozianti escono dalle botteghe, la gente si volta a guardarlo, felice di quelle note che danzano nell’aria. Solo nella stanza del grande musicista la melodia della fisarmonica è pesante e le note fanno riaprire antiche ferite nell’anima del compositore che, dapprima tenta di scacciarne il ricordo ma poi, nei giorni a seguire, piano piano si lascia sedurre e stregare dal ritmo del piccolo musicista e del suo strumento. Quale segreto ostacola i sogni del grande musicista? In che modo può fare pace con il suo passato?

Un albo illustrato dal sapore retrò, con le grandi illustrazioni di Svetlin Vassilev dai toni pastosi e spenti che nei particolari ricordano l’art nouveau (l’abbigliamento delle signore, i manifesti appesi ai muri delle città, l’architettura) e che riescono a trasmettere a tratti il disagio del grande artista, a tratti la spensieratezza della musica del piccolo musicista. Cosa comporta rinunciare ai propri sogni? Basta davvero chiuderli in un cassetto e dimenticarseli? Sembra invece che alla fine questi riescano a scappare, a intrufolarsi prepotentemente e a scombussolare il presente. È quello che succede al grande musicista che si ritrova, da adulto, a fare i conti con il passato; ma questa volta non agisce d’impulso, dà retta ai sogni dimenticati e li ascolta, li asseconda e li plasma per colorare di nuovo la sua musica divenuta fredda e statica. Ecco cosa dice la nuova musica del grande compositore: non abbandonate i vostri sogni, coltivateli invece, vi daranno grande gioia.