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Il posto degli uomini

Il posto degli uomini

Se l’Inferno è stato concepito da Dante come un’ambiente di dannazione eterna chiuso ad ogni luce di redenzione e il Paradiso invece il luogo avvolto dall’atmosfera di una eterna beatitudine, il Purgatorio è l’unica delle tre cantiche della Divina Commedia in cui il tempo è presente e scandisce ogni giornata con avvicendamento di sole e luna, proprio come nel mondo dei vivi. Ma dove era ubicato? La Chiesa ne aveva decretato l’esistenza solo nel 1274, senza tuttavia determinarne la forma e il luogo in cui si trovasse. Collocare l’Inferno e il Paradiso era semplice: il primo sottoterra, il secondo invece in cielo. Ma il Purgatorio? L’immaginario popolare del tempo lo riteneva una sorta di abisso posto al di sotto della superficie terrestre, una sorta di propaggine esterna dell’infermo nel quale i defunti scontavano la pena ascritta in attesa di essere redenti. Dante, al contrario, colloca il Purgatorio sulla terra, anche se in un lembo di essa non ben identificato. Immagina che le anime in attesa di redenzione, compiano il percorso di espiazione sui tornanti di una montagna scoscesa, prima di accedere al varco di frontiera che conduce al regno della gloria sempiterna. Ad ognuno dei sette gradoni circolari, che costituiscono il tragitto ascensionale della montagna, è associato un peccato capitale. Nel primo di essi, al quale lo stesso Dante ha il presentimento di essere predestinato, incontriamo i superbi, tra i quali figurano una moltitudine di artisti come il miniaturista Oderisi da Gubbio...

Alla numerosa schiera di uomini della cultura, che a vario titolo hanno inteso omaggiare la ricorrenza del settimo centenario della morte di Dante Alighieri, non ha mancato di aggiungere anche il proprio contributo Aldo Cazzullo. Vicedirettore ad personam del “Corriere della Sera” e autore di diversi libri nei quali fruga con animo ansioso e ironico tra le pagine della storia del nostro Paese dei suoi costumi sociali. Dopo il successo di vendite colto nel 2020 con il libro A riveder le stelle. Dante, il poeta che inventò l'Italia, ora consegna all’attenzione dei lettori un nuovo testo dedicato al Sommo Poeta. Non si tratta di una biografia, né di un saggio di critica letteraria. Le penne di autori ben più titolati di lui in materia hanno già scritto o ridato alle stampe contributi preziosi. Il suo, invece, è una sorta di viaggio a ritroso nel Purgatorio della commedia dantesca, nel quale torna per riscoprire personaggi e luoghi di un immaginifico microcosmo che con il trascorrere del tempo si erano sbiaditi nella memoria. La sua incursione, sorretta da una limpida chiarezza argomentativa e concettuale, ha il meritevole pregio di consegnarci un Purgatorio a tinte più accese e coinvolgenti. Un luogo dell’attesa in cui un sentimento di mitezza pervade l’atmosfera, tra nostalgia e rimpianto, in attesa di quell’agognato sollievo che tutti noi bramiamo per noi stessi e per chi ci sta a cuore. In maniera non moto diversa da come accade in vita. Un libro limpido e coinvolgente scandito dal ritmo del cuore di un grande giornalista e scrittore.