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Il pozzo della discordia

Il pozzo della discordia

Ardelia cammina avanti e indietro nello studio di Bartolomeo Rebaudengo, suo amico di vecchia data, mentre tiene tra le mani una lettera. Il cuore le batte rapido e un profondo stupore si è impadronito di lei: Norma Picolit sarà presto libera e tornerà ad Albenga, dopo il lungo soggiorno presso l’ospedale psichiatrico nel quale ha scontato la pena che le è stata comminata. La notizia in sé sarebbe bellissima, ma Ardelia si sente ancora parecchio vulnerabile e vorrebbe parlarne a cuore aperto con Bartolomeo, che nel frattempo è rientrato nello studio, ma non ci riesce. Anche durante la cena Ardelia cerca di barcamenarsi nella conversazione, ma i lineamenti di Norma - abilissima pianista - riaffiorano continuamente dalla memoria e si depositano nei suoi pensieri, senza abbandonarli più. Al momento del caffè, Bartolomeo le dice che il giorno successivo ha intenzione di portarla a fare una gita, ma non le rivela dove. Si tratta di una sorpresa. Purtroppo, tuttavia, la sorpresa dovrà essere rimandata per motivi contingenti. Ardelia potrebbe tornare a casa propria, pensa mentre origlia una conversazione tra il suo ospite e Nora, la governante, che sta raccontando che in un paesino delle Langhe, Neive, la povera Brigida Valdisserra - due volte vedova: il primo marito è morto sotto un albero caduto durante un temporale, mentre il secondo si è suicidato, gettandosi nel pozzo che si trova nel giardino della villa di famiglia - è morta per un attacco di cuore sulla porta di casa. Il fatto strano, tuttavia, è che qualcuno ha chiamato il 118 quando la donna, forse, era ancora viva ma, quando è arrivata l’ambulanza, la poveretta è stata trovata sola. Inoltre, nessuno è riuscito a trovare le chiavi di casa, che sembrano svanite nel nulla. La situazione, secondo Rebaudengo, è piuttosto insolita e allora - perché no - invita Ardelia a fargli compagnia mentre vanno a fare un giretto a Neive...

Bartolomeo Rebaudengo e Ardelia Spinola: due personaggi completamente diversi ma capaci, insieme, di far scintille. Ligure l’uno - scorbutico e piuttosto orgoglioso della ruvidezza che lo caratterizza – e piemontese l’altro - meno aggressivo e piuttosto incline a non manifestare la propria interiorità - uniscono le loro attitudini per rendere giustizia alla profonda ingiustizia rappresentata da ogni morte violenta o presunta tale. Bartolomeo è un uomo metodico e piuttosto pragmatico, mentre Ardelia è più intuitiva e spregiudicata. Insieme diventano una sorta di mente al quadrato, perfetta per districare l’ingarbugliata matassa rappresentata dalla morte sospetta di un’anziana signora, apparentemente vittima di un infarto. A far da spettatore muto dell’intera vicenda, che si insinua anche nel passato dei protagonisti alla ricerca di risposte non date a misteri irrisolti, è un pozzo, volano dell’intera storia e testimone inconsapevole di ogni episodio, a partire da quelli più lontani nel tempo, appunto. Mentre le Langhe e la Liguria - più in particolare la città di Albenga -, con i loro paesaggi e le loro caratteristiche peculiari stimolano il lettore ad addentrarsi nell’intrico della storia e nella personalità di ciascuno dei protagonisti, Rebaudengo e la Spinola si confrontano con tutta una serie di personaggi ciascuno dei quali si rivela fondamentale per dar respiro all’intera vicenda e per aggiungere tasselli importanti all’intera impalcatura narrativa. Cristina Rava - autrice ligure che dal 2007 intraprende la via del noir con diversi gialli che vedono come protagonista il commissario Bartolomeo Rebaudengo, per dedicarsi poi successivamente a una nuova serie dedicata al medico legale Ardelia Spinola e decidere infine di unire le strade dei due - sa raccontare con accuratezza e stile, senza dimenticare di essere a tratti ironica, il rancore, l’acredine, il pettegolezzo e la violenza che si nascondono dietro facciate di presunto perbenismo. Sfiora tematiche attuali- l’abuso della chirurgia estetica, per citarne uno su tutti- invitando il lettore a riflettere; sottolinea l’importanza della memoria e la funzione del passato, bagaglio fondamentale di ciascuno di noi, dal quale è impensabile prescindere. Un noir ricco di colpi di scena e di spunti di riflessione. Una storia consigliatissima, da leggere assaporandone ogni pagina, per apprezzarne al meglio struttura e contenuti.