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Il puma

Il puma

Ralph e Molly all’età di dieci e otto anni si sono ammalati di scarlattina, malattia che ha lasciato ad entrambi una disfunzione ghiandolare che procura delle continue e copiose epistassi, che inspiegabilmente si verificano nello stesso momento, perdite che li portano puntualmente a essere rispediti a casa da scuola. La madre, la signora Fawcett, non sopporta la vista del sangue e la sua angoscia cresce quando li vede apparire dal fondo della strada. Vorrebbe essere avvisata in modo da farli andare a prendere da Miguel, il factotum, ma loro non la avvertono mai in quanto si divertono a tornare a piedi, contenti di non essere costretti a scuola come le sorelle maggiori Leah e Rachel. Sono in attesa dell’arrivo del nonno Kenyon, il patrigno della madre, che vive in un ranch in Colorado e che per due settimane all’anno viene per trascorrere del tempo con i nipoti. Il nonno Kenyon è una figura mitica soprattutto per il piccolo Ralph, in quanto è un uomo che ha viaggiato per tutto il mondo e che ha sempre storie interessanti da raccontare. Ma i programmi sono rovinati dall’arrivo in casa della morte. Il nonno dopo un paio di bicchieri abbassa la testa e dopo cinque giorni muore lasciando nei ragazzi un senso di incredulità. Molly non riesce ad accettare quanto accaduto e Ralph comincia a provare una solitudine crudele e non riesce a spiegarsi come possa essere possibile continuare la propria vita come se niente fosse accaduto. Dopo l’improvvisa morte del nonno si mettono ad aspettare, così come avevano fatto per il nonno, l’arrivo dello zio Claude, fratellastro della madre, il cui arrivo a Covina segnerà l’inizio della separazione emotiva dei fratelli. I due bambini vengono mandati in Colorado, presso uno dei ranch dello zio. Entrambi cominceranno a trascorrere alcune settimane nel ranch, per poi passarci un anno intero: lì, mentre Molly che è sempre stata una bambina brillante, a volte saccente, si isola sempre di più per scrivere poesie e racconti, Ralph viene contagiato dall’ossessione dello zio per la caccia e dal suo sogno di uccidere un puma femmina che si aggira sulle montagne e terrorizza gli abitanti. La fiera diventa l’obiettivo di caccia di Ralph e dello zio, quest’ultimo deciso a condividere l’esperienza della cattura con il nipote, che in quanto unico maschio sarà il successore designato del consistente patrimonio accumulato in anni di duro lavoro. Ma l’incontro ravvicinato con il puma condurrà a un epilogo totalmente imprevedibile…

Il romanzo, pubblicato per la prima volta nel 1947, è scritto in terza persona ed è molto suggestivo: la prosa tratteggia perfettamente i caratteri dei protagonisti come pure il clima complessivo in cui è immersa la vicenda. Del puma, che dà il titolo al romanzo anche nella versione originale (The Mountain Lion), vi sono pochissime apparizioni e solo sul finale, ma di tracce è in qualche modo disseminato il libro. Lo stesso puma appare al lettore qualcosa di più di un animale feroce, assumendo un significato simbolico molto chiaro, legato al gesto di attraversare, tramite uno strappo doloroso, ¬la soglia della maturità. La statunitense Jean Stafford (1915-1979) vincitrice del Pulitzer nel 1970 con un volume di racconti, ha scritto quattro romanzi, di cui uno già pubblicato da Adelphi, Elephi, ed è autrice anche di saggi e di narrativa per l’infanzia.