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Il pupazzo di neve

Il pupazzo di neve

A James capita spesso di guardare fuori dalla finestra, perché è un buon modo per sognare. Da lì si vedono lo stagno con le anatre, il capanno di papà, l’orto della mamma e oltre la fattoria, i campi e gli alberi. Quando arriva la nonna – e viene sempre a trovarli, a Natale – a James piace farsi leggere le storie. La sua preferita è Il pupazzo di neve di Raymond Briggs. Come sarebbe bello se nevicasse! James guarda fuori dalla finestra e cerca di far arrivare la neve concentrandosi bene su quel desiderio. La vigilia di Natale, con sua grandissima gioia, tutto è coperto da un soffice strato bianco! Si infila i vestiti sul pigiama ed esce in punta di piedi. Per prima cosa, costruisce il corpo del pupazzo, così grande che gli occorre una scala, poi, per riuscire ad aggiungere la testa. Quando papà si sveglia, non trovando James nel suo letto, si preoccupa un po’, ma si accorge presto che il bambino è uscito fuori, non potendo resistere al fascino della neve, e anzi gli presta il cappello per adornare la sua scultura. Adesso mancano soltanto un mandarino per il naso, i cavoletti di Bruxelles che serviranno da bottoni e un bel sorriso. Papà promette di mantenere il segreto, così quando il pupazzo sarà finito, James potrà fare una sorpresa a tutti quanti!

Capita a volte che le storie raccontate nei libri diventino reali: è quello che succede a James con la sua preferita, Il pupazzo di neve di Raymond Briggs. Chissà che non accada lo stesso anche ai lettori di questa storia, come in un gioco di specchi? L’autore si cimenta in un esercizio non facile, come ammette nella postfazione: tradurre in parole un silent book tra i più belli che siano mai stati disegnati. Gli riesce bene, perché è Michael Morpurgo, ma i dubbi sull’opportunità di questa operazione possono permanere. I silent book appartengono a una specie rara: sono una forma di narrazione naturalmente priva di barriere linguistiche, e sanno parlare al cuore, perché utilizzano lo strumento di comunicazione più antico della storia dell’uomo, le immagini. Vero è che oramai, da quel 1978 della sua prima edizione, il pupazzo di Briggs è diventato un classico, e come tale è stato riscritto, ridotto, adattato per il cinema e per il teatro. Le illustrazioni di Robin Shaw, deliziose, ricalcano i disegni dell’originale, lasciando anche qui un interrogativo aperto. In chiusura, le istruzioni per costruire un pupazzo di neve perfetto e una rassegna di tradizioni natalizie da tutto il mondo (in Islanda, per esempio, la vigilia di Natale ci si scambiano libri e poi si rimane svegli tutta la notte a leggere, mangiando cioccolato).