Salta al contenuto principale

Il re scugnizzo

ilrescugnizzo

10 maggio 1987. Lui se lo ricorda bene quel giorno. Il giorno in cui vide la sua città letteralmente esplodere tra cani dipinti di azzurro, vecchi increduli di quello che dopo sessant’anni i loro occhi erano riusciti a vedere, gente impazzita per le strade e nei vicoli. A centinaia, a migliaia, a gridare solo e soltanto quel nome, il suo nome: Diego! Perché Maradona in fondo era uno di loro, uno scugnizzo cresciuto da una famiglia povera tra le strade di Villa Fiorito, un quartiere difficile di Buenos Aires con il destino del predestinato incollato a quel magico sinistro, sin dai suoi primi esordi tra i ragazzini dei Los Cibollitas, passando in un’irrefrenabile escalation per il Boca Juniors fino al tetto del mondo del Barcellona. Solo che il destino e la gloria hanno sempre due facce e per la prima volta in Spagna Diego fa i conti con il vero successo ma anche con l’eccesso. Nonostante i suoi ventidue gol e i tre trofei conquistati la permanenza al Barca sembra regalargli poche gioie fino all’incontro con Goikoetxea, il macellaio di Bilbao. Risultato: caviglia rotta in tre punti e praticamente addio ai sogni di gloria spagnoli. Si arriva così alla data fatidica. Il 5 luglio 1984, l’arrivo a Napoli…

Raccontare Maradona trovando ancora qualcosa di nuovo e che non sia stato già ampiamente detto e sviscerato è cosa complicata. Lo sanno bene Paolo Baron ed Ernesto Carbonetti che in questo loro bel racconto per immagini e suggestioni, provano a tracciare la biografia di quel re scugnizzo che a Napoli s’è fatto santo, salvatore, incarnazione e declinazione vivente di un intero popolo assetato di riscatto e fame sociale. E così le sue gesta calcistiche, la sua parabola distruttiva, diventano solo lo spunto, la punta dell’iceberg per raccontare una generazione che si è aggrappata al suo Dio scugnizzo per il più grande e sontuoso rito collettivo che la storia di Napoli abbia mai conosciuto. Un ricordo che è insieme un omaggio e un malinconico e suggestivo memoriale di quello che indiscutibilmente è stato il più grande e iconico rappresentante che il mondo del calcio abbia mai conosciuto.