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Il risveglio

Il risveglio
È domenica mattina a Grand Isle, l'isola delle vacanze di Edna e Léonce, della bambinaia mulatta e dei piccoli Pontellier. Bagnarsi nelle acque del Golfo del Messico, per un po' lontani da New Orleans, e far conoscenze godendo insieme di un'estate dai Lebrun è decisamente confortante. Le villette son tutte a poca distanza, i rapporti sono amichevoli e le signore mancanti di pruderie discorrono e discorrono accompagnandosi all'amabile Robert Lebrun. Così Edna, via via più incline alle confidenze, guardando la spiaggia, intima di Madame Ratignolle, le racconta i suoi pensieri: «Rinuncerei al superfluo; darei il mio denaro, darei la vita per i miei bambini; ma non sacrificherei me stessa. Non riesco a essere più chiara di così; è qualcosa che inizio appena a comprendere, che mi si sta rivelando»...
Certo, un risveglio non può non essere un ritorno; e tuttavia Kate Chopin non chiede alla sua protagonista le espressioni più chiare degli anni che furono o un'accresciuta coscienza delle infatuazioni percepite da giovane appena adolescente, celate dietro le più signorili apparenze. Le manifestazioni dell'esser moglie, in quest'opera che oltraggiò la morale pubblica, sono tra le più varie, e vi rientrano anche opposte tendenze materne. Malinconia, passato, libertà della moglie di Léonce, comunque si voglia interpretare, non offrono lezione alcuna nel 1899; e la stessa autrice non intende approfondirli. «Solo il presente aveva importanza», per la sua Edna Pontellier, «era suo, per torturarla [...] con la penosa certezza di aver perso ciò che un tempo le era appartenuto; che le era stato negato ciò di cui il suo essere ardente, infine risvegliato, sentiva l'esigenza». Lo status dell’infelice signora Pontellier, assai più che la verità dei suoi sentimenti, a ben vedere è il problema essenziale della narrazione; e dei lettori del tempo. Perché la reputazione è un fattore importante della storia e contribuisce a determinare gli esiti, che  necessitano di meste comprensioni. Un risveglio è poi anche un'interruzione. Bisogna solo intendere se non sia in conclusione anche un traumatico passaggio, come ci è apparso quello di Edna, dalle parole sognanti, le aspirazioni esultanti, ai crudi e dannati fatti.