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Il ritorno del centurione

Il ritorno del centurione

609 ab Urbe Condita, 145 avanti Cristo. Gaio Furio Paolo è tornato finalmente nelle foreste della sua Sila. Dopo quasi tre anni di guerra per servire l’onore di Roma può finalmente fare ritorno a casa, nella colonia di Temesa, assieme a due muli carichi di bottini, frutto delle mille battaglie a cui ha preso parte. Il grano è quasi pronto per la mietitura e questo lo mette ancora di più di buon umore, durante il suo cammino. La sua intenzione è infatti quella di abbandonare l’esercito definitivamente e dedicarsi esclusivamente a lavorare la terra presso la fattoria di famiglia. L’atmosfera sembra però cambiata dalla sua partenza e infatti il giovane legionario avverte su di sé tutto l’astio della popolazione, che lo osserva con occhi pieni di odio e di invidia. A rovinargli definitivamente la gioia del ritorno ci si mettono anche due briganti che tentano di depredarlo delle sue ricchezze, senza successo e la madre che lo invita, senza troppe cerimonie, a controllare immediatamente i loro possedimenti per sincerarsi che tutto sia in regola. Nulla comunque a confronto di quello che succede da lì a qualche giorno. Nei pressi della fattoria infatti vengono rinvenuti brandelli di cadaveri di uomini scomparsi in precedenza e la gente inizia così a sospettare del legionario e della sua fama di sanguinario guerriero. Gaio Furio Paolo capisce così che non c’è tempo da perdere e che deve scoprire il responsabile prima di ritorsioni da parte della popolazione o di diventare egli stesso un bersaglio di questa furia omicida...

Harry Sidebottom, da laureato in Storia antica, è un ottimo autore di romanzi storici a cui conferisce un’estrema ricchezza di particolari, soprattutto nelle descrizioni della vita di tutti i giorni dei personaggi. Il ritorno del centurione ha un’ambientazione particolare, dato che è ambientato non nell’Urbe bensì negli ambienti pastorali della Calabria o Bruzio come era definita all’epoca. Un setting insolito che però consente all’autore di dare sfoggio della sua abilità descrittiva della vita quotidiana romana fatta prevalentemente di agricoltura e pastorizia all’epoca della Repubblica, con tante citazioni prese direttamente da grandi classici come Cicerone o Plauto. Presenti anche numerosi flashback riguardanti gli episodi di battaglia a cui il legionario ha preso parte, come il sanguinoso sacco di Corinto, di cui Paolo conserva ancora terribili ricordi che lo tormentano. A rendere ancora più particolare il romanzo e quindi godibile la lettura ci sono poi gli elementi del giallo in cui il protagonista deve scoprire l’identità di un serial killer che sta mietendo vittime, tutte nei pressi della sua fattoria. Un buon intreccio per un romanzo storico sui generis che certamente dà una ventata di aria fresca al genere in questione.