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Il ritorno del Marinero

Il ritorno del Marinero

Milano, un martedì di novembre, ore 10. Il vicequestore Gigi Berté è inquieto. È seduto nell’ufficio del Questore del capoluogo meneghino e continua ad accavallare una gamba sull’altra, per poi distenderle entrambe e ricominciare daccapo. Emette un sospiro, prende dal tavolino che è davanti a sé l’ultimo numero della rivista “Polizia moderna” e comincia a sfogliarlo. Poi lo posa al suo posto. È troppo nervoso per leggere. Sospetta il motivo della convocazione. Un paio di anni prima, nello stesso ufficio in cui si trova ora, si è consumata un’ingiustizia per lui intollerabile. Ricorda perfettamente quanto avesse sbraitato, fuori di sé, per il trasferimento in quel luogo sperduto del Tigullio impostogli dai superiori. Il Questore Maestroni tarda e Berté lo sta attendendo da oltre mezz’ora. È di fresca nomina Maestroni, ma il vicequestore lo conosce e lo stima da anni. Eccolo finalmente fare il suo ingresso nell’ufficio e stringere la mano a Berté. Non si perde in preamboli e gli comunica che vuole il suo ritorno a Milano, alla direzione della Omicidi. Ha già respirato abbastanza iodio nel Tigullio dove, tra l’altro, si è fatto notare per aver risolto in tempi decisamente brevi diversi casi piuttosto complicati. Berté, alla notizia, non fa commenti, ma abbassa la testa, come fa di solito quando si sente spiazzato. Chiede al Questore se deve rispondere immediatamente all’offerta che ha ricevuto. Il Questore ignora quanto lui stia bene nella casa gialla che abita insieme a Marzia, la donna a cui si sente sempre più legato. Ignora anche quanto lavori bene con la squadra ligure formata da Parodi, Belli e Sabatini. Neppure immagina quanto sia comoda la sedia in simil pelle marrone del suo ufficio. Infine, c’è un’altra novità, forse la più importante di tutte: il vicequestore con i capelli lunghi sta per diventare padre e non sa se sia davvero il caso di tornare a vivere e a lavorare a Milano. Prende tempo per decidere e, una volta uscito dalla questura, s’incammina lungo via Fatebenefratelli per andare a riprendere la sua auto...

La settima indagine di Gigi Berté, poliziotto con la passione per la scrittura, è difficile e dolorosa. Il vicequestore aggiunto frutto della fantasia di Emilio Martini, pseudonimo che cela il nome delle due sorelle milanesi Elena e Michela Martignoni, ha imparato ad arrotondare le sue asperità e ad aprirsi maggiormente a chi lo circonda. La sua coscienza - la Bastarda, come la chiama lui - continua ad affiancarlo con la sua pungente ironia e la piccola casa gialla in cui vive con “la Marzia” insieme ai collaboratori della questura sono diventati il suo mondo, un mondo al quale sembra essersi affezionato in maniera sempre più profonda. Ma la vita, si sa, si diverte a scombinare ogni equilibrio ed ecco che, proprio quando l’occasione di riscatto tanto attesa sembra profilarsi all’orizzonte e Milano, la città dalla quale è stato allontanato come un reietto, lo reclama, una dolorosa vicenda personale e un nuovo omicidio lo trattengono a Lungariva, la località ligure che ha sempre più il sapore di casa. Il rampollo scavezzacollo e scioperato di una facoltosa famiglia, dopo un lungo periodo trascorso in mare senza dare alla famiglia alcuna notizia di sé, riappare. Purtroppo, però, viene ucciso poco dopo il suo rientro, crivellato da tre proiettili e abbandonato sulla sua imbarcazione, ormeggiata al molo del paese. È un’indagine complessa quella che Bertè si accinge a condurre, una ricerca di prove e indizi che lo pone di fronte a dinamiche familiari complesse, a pesanti segreti e rancori mai sopiti, a bugie pericolose e a rapporti logorati dall’orgoglio, che hanno minato alla radice legami di sangue compromessi, forse, per sempre. La storia di Berté e quella della vittima - uomo irresponsabile ma libero, dotato di un fascino al quale è davvero difficile resistere - si aggrovigliano e spingono il vicequestore a compiere un vero e proprio viaggio nelle profondità dell’animo umano, un viaggio accidentato e impervio alla ricerca di risposte scomode ma necessarie. Le sorelle Martignoni fanno di nuovo centro e offrono al lettore l’ennesima storia accattivante e ben architettata, che apre nuovi interrogativi le cui risposte saranno da ricercarsi nei successivi romanzi della serie.