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Il ritorno del soldato

Il ritorno del soldato

Jenny è la cugina di Chris, ora in guerra in qualche parte della Francia e che da due settimane non dà notizie di sé. La moglie Kitty non sembra essere preoccupata: è sicura che stia bene. Le due donne si trovano nella nursery. Jenny è un po’ a disagio perché il bambino per la quale è stata realizzata non c’è più. E tutto lì dentro parla di Oliver, tutto è rimasto come l’ha lasciato lui: il suo cavallo a dondolo, un regalo di Chris, Mary e il suo agnellino, l’orsacchiotto, lo scimpanzè, il cane di lana bianca, il gatto nero, ogni cosa sembra pronta per il gioco in attesa del padroncino. Kitty non sembra così addolorata, ma anzi chiama Jenny mentre questa fa per andarsene: “Vieni qui, voglio asciugarmi i capelli!”. È mentre le due donne si trovano insieme che viene annunciata la presenza alla porta della signora Margaret Allington Grey. Ha notizie di Chris, il capitano Baldry. Lui le ha inviato un telegramma perché quindici anni prima erano molto intimi. È ricoverato al Queen Mary Hospital a Boulogne. La signora Grey è a disagio perché deve raccontare il suo passato, ma non si vedono da allora, soltanto che uno shock da bombardamento ora gli ha fatto perdere la memoria. Gli ultimi quindici anni completamente cancellati. Kitty tratta Margaret come un’approfittatrice e la signora Grey scappa via, ma il giorno dopo arriva una lettera a Jenny da parte di Frank, un cugino sacerdote, che racconta di aver visto Chris che non ricorda nulla. Il suo medico sostiene che forse a casa gli è più facile ricordare, quindi devono preparare il suo rientro. Imbarazzante la situazione: non ricorda sua moglie Kitty e guarda i cugini come se fossero improvvisamente invecchiati, perché li ricorda più giovani. Il suo pensiero continua ad andare a Margaret...

Situazione non facile, quella in cui si trovano tutti gli appartenenti alla famiglia Baldry. Sì, Chris sta male e non ricorda e a questo si aggiunge la sofferenza perché ciò che ricorda non è assolutamente la realtà che ha trovato a casa sua. La moglie Kitty soffre per essere diventata trasparente agli occhi dell’uomo che ama e soffre nel vedere il grande trasporto che Chris ha, invece, per un’altra donna. Ma anche Jenny soffre nel vivere tutta questa situazione della sua famiglia, ma la sua sofferenza desta non poche perplessità. Anche lei è gelosa per la totale mancanza di attenzioni, ma non sembra essere solidale con Kitty, né con Margaret. Ha fiducia nei dottori perché sono l’unica speranza di riavere indietro suo cugino Chris di cui, probabilmente, è segretamente innamorata. E ci sono momenti in cui ammira e ha un tale trasporto verso la signora Grey da lasciare sconcertati. Poi in realtà di viene a scoprire che Jenny è convinta che finché Chris resta senza memoria e dura l’incantesimo di Margaret e dei ricordi di gioventù, nessuno potrà rimandarlo in guerra. Ma fondamentalmente alla base di questo comportamento un po’ assurdo c’è proprio una passione di Jenny verso il cugino, passione nata molto tempo prima e mai sopita, anzi, che arriva a livelli smisurati con l’accendersi della passione giovanile per Margaret, come se lei stessa si senta ringiovanita di quindici anni. No, non vuole fargli ricordare nulla, per non rimandarlo in quella trincea francese causa di tutto. Ma la soluzione è così semplice da sorprendere anche i medici. Estremamente interessante la post-fazione di Benedetta Bini in cui parla dell’autrice e del romanzo, inquadrandoli nell’Inghilterra dell’epoca.