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Il ritorno di Virgilio

Il ritorno di Virgilio

La flotta imperiale si dirige verso la costa calabra, poi vira verso il porto di Brindisi. Le onde si calmano, il sole splende e le acque sono affollate dalle tante navi in entrata e in uscita. Si fa sera e l’odore di legna accesa nei camini pervade l’aria, i rumori della vita quotidiana fanno da sottofondo, colpi di martello e grida di marinai. Delle sei trireme in linea nel porto la seconda, la più grande, ha le fiancate ricoperte di bronzo e sotto le vele color porpora sta la tenda di Augusto. La prima e l’ultima nave trasportano le guardie e il seguito di Cesare. Nella terza c’è Virgilio, il poeta che ha scritto l’Eneide, già segnato profondamente dalla malattia. È disteso sul letto e di tanto in tanto guarda la spiaggia bianca scivolare via. Sente il battito dei duecento remi sotto di sé e il rumore dell’acqua ad ogni colpo, che, come una musica, lo cullano. Virgilio vaga con la mente e ricorda la sua esistenza contadina, il canto delle montagne, la vita ai margini dei campi. Lui è un uomo che ama la pace dell’esistenza terrena e dopo tanti viaggi è giunto al suo crepuscolo. Ascolta i suoni che provengono dall’esterno, stanno entrando nel porto di Brindisi e la guarnigione è già schierata per onorare Cesare. Quell’aria dolce fluisce come un bagno interiore, un bagno dell’anima. A prua della nave canta uno schiavo musicista e Virgilio ne assorbe i suoni che danno un po’ di sollievo al suo petto dolente per la tosse...

L’editore Via del Vento, con la curatela di Claudia Ciardi, pubblica due prose inedite in Italia dello scrittore austriaco Hermann Broch (1886-1951): Il ritorno di Virgilio e Il concerto, La produzione di Broch comprende romanzi, poesie e saggi in cui la parte artistica è sempre accompagnata da quella filosofica. Egli si allontana dalla forma tradizionale della letteratura tedesca, che considera in declino e si incammina per nuovi sentieri, cercando di fondere il razionale e l’irrazionale. Queste due prose o abbozzi di romanzo si fanno eco l’un l’altro. I ricordi e il lavorio mentale dell’anziana signora Filsmann ne Il concerto si associano al flusso di pensieri di Virgilio morente, il loro tempo terreno sta finendo e ne sono consapevoli. In entrambe le prose è importante la musica che si insinua nel linguaggio, per Virgilio sono le onde del mare su cui beccheggia la barca, per la signora Filsmann è la VII sinfonia di Beethoven. La forma narrativa per entrambi è quella del monologo interiore. Virgilio eccitato dalla febbre, rivive la molteplicità e le contraddizioni del mondo, riconosce la sua epoca come il tempo del non più e non ancora e per questo vuol bruciare l'Eneide perché è bellezza e non conoscenza. Broch è una sentinella su un mondo moribondo e senza fiato, ha scritto con una lingua straordinariamente ricca che unisce l’elemento lirico a quello narrativo e ci porta insieme a Virgilio oltre il linguaggio.