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Il rosario di madreperla

Il rosario di madreperla

Si muore in tanti modi, a volte anche solo per il divertimento (e il guadagno connesso) di qualcuno, per quanto assurdo possa sembrare. E c’è anche sempre qualcuno pronto a orchestrare le danze, per quanto macabre possano essere. Così come si troverà sempre qualcuno che ha subito umiliazioni distacchi dolori, mancanze che tornano fuori nei momenti più impensati, quando ci si trova nelle situazioni più assurde. Riccardo Gaston, ex poliziotto e ora investigatore privato, non se la sta passando bene: il lavoro va così così e la situazione in casa non è idilliaca. Alla morte di un figlio non è facile reagire e se lui ha trovato e trova qualche specie di conforto nell’alcool, sua moglie Volvodina è continuamente in cerca di qualcosa di nuovo. L’ultima trovata è che hanno assolutamente bisogno di una Billy, la famosa libreria Ikea. Riccardo, pur non capendone minimamente l’utilità – la lettura non rientra nelle abitudini di casa e non possiedono libri con cui riempire la suddetta libreria – si decide all’acquisto e al limite dell’orario di chiusura in un pomeriggio di pioggia si dirige verso il noto negozio. Le coincidenze della vita non giocano a suo favore e proprio mentre lui e pochi altri sono alle casse, irrompono un uomo e una donna armati, è una rapina. Purtroppo le cose non vanno così lisce come il rapinatore aveva pianificato. Sopravvissuti alla rapina e finalmente liberi, gli ostaggi possono presentarsi, anche se i nomi dopo una simile esperienza condivisa contano davvero poco. Il nome di Gennaro Nola tornerà nella vita di Gaston fin troppo presto, portandolo a Napoli per investigare sulla morte per omicidio di padre Ramon, avvenuto nella sua chiesa, con le anime pezzentelle come uniche mute testimoni…

Autore prolifico e poliedrico, Valerio Molinaro ne Il rosario di madreperla riprende il personaggio di Riccardo Gaston, un ex poliziotto con una tragedia alle spalle, una di quelle che ti possono distruggere. Gaston non ha certo una vita soddisfacente, il lavoro di investigatore privato non lo gratifica e lui supplisce con alcol e gioco. Dopo la morte della figlia Donatella, il rapporto con Volvodina, la moglie che ha “strappato” al campo rom dove la ragazza (al tempo) viveva, si regge su un equilibrio delicatissimo in cui ognuno dei due cerca di sopravvivere. L’offerta di Gennaro Nola – uno degli ostaggi durante la rapina con cui si apre il romanzo – di investigare sull’omicidio di un prete a Napoli, coglie Gaston abbastanza di sorpresa ma comunque accetta. La vicenda non è semplice da districare, la polizia è un passo indietro, brancola nel buio come suol banalmente dirsi ma Gaston può contare oltre che sui suoi informatori, su una persona che è stata direttamente e dolorosamente coinvolta nei fatti che ora dopo ora si scoprono girare intorno all’omicidio del prete. Una bella trama di fondo, non nuovissimo il tema ma sempre buono, manca purtroppo la linearità nel racconto, se da un lato i salti temporali e spaziali danno movimento e sostengono, dall’altro in molti punti distraggono dal filo che inevitabilmente in un giallo si tende a seguire. I personaggi sono delineati con una certa superficialità, si ha sempre l’impressione che le azioni e i pensieri restino sospesi, che ne manchi qualche pezzo e sono assenti – probabilmente per una ben precisa scelta narrativa – descrizioni e approfondimenti che avrebbero tolto o quanto meno molto attenuato la sensazione di stereotipi, dettagli di cui avrebbe giovato anche la psicologia dei personaggi, visto anche il tema trattato e le ambientazioni, Roma e Napoli, che offrono di loro un materiale pressoché infinito. Rimane comunque un romanzo piacevole, che con qualche accorgimento sarebbe stato facile definire bello.