Svezia, maggio 1937. Le sarebbe piaciuto continuare a studiare. Voleva diventare una maestra, ma i suoi sogni si sono spezzati nell’aprile di quattro anni prima, quando suo padre, tornando dal lavoro, zoppica vistosamente e confessa alla moglie di aver avuto un incidente sul lavoro: un albero gli è caduto addosso e a causa di ciò forse non sarà più in grado di svolgere la sua mansione nella foresta. Ecco quindi che Siv deve riporre i suoi desideri in un cassetto e contribuire, con un lavoro, a sostenere le spese di famiglia. Ecco perché è impiegata come domestica dagli Andersson, da quattro lunghi anni. E quando ha finito, altrettanti impegni l’attendono a casa: preparare la cena, prendersi cura dei fratelli e della sorella più piccoli, controllare i loro abiti così che siano sempre in ordine quando vanno a scuola, portare in casa la legna per evitare al padre fatiche che possano compromettere ulteriormente la sua schiena. Ma il momento più difficile arriva quando, ogni mattina dell’anno scolastico, accompagna suo fratello Anton e sua sorella Gerda a scuola. Mentre i raggi del sole si posano sulle trecce della sorellina e inondano il villaggio di luce, Siv pensa che per lei, a scuola, un posto non ci sarà mai più. Ormai ha diciassette anni e si sente prigioniera tra la propria abitazione e il florido podere degli Andersson. In quella casa l’ambiente è freddo e ogni volta che vede una macchia su una superficie deve strofinare il doppio, perché la padrona di casa la osserva in continuazione e ne controlla ogni mossa. Oggi, tuttavia, dopo il lavoro qualcosa di inusuale accade. Siv entra in casa, toglie il fango dagli stivali e vede suo padre seduto su una panca. Davanti a sé, un opuscolo aperto. L’uomo invita la figlia a sedersi accanto a lui. Senza preamboli, le spiega che, nella foresta, c’è bisogno di una cuoca che prepari i pasti ai lavoratori. Si tratta di vivere in una capanna di tronchi, da Natale a Pasqua. Qualche volta si può tornare a casa per il fine settimana, ma non sempre. Questo, prosegue suo padre, potrebbe essere il lavoro ideale per lei. Siv capisce subito che si tratta di una grande opportunità…

Il romanzo d’esordio di Ulrika Lagerlöf conduce il lettore, tra neve e licheni, nel cuore delle foreste svedesi, attraverso due storie distanti nel tempo ma profondamente connesse. La diciassettenne Siv è costretta ad abbandonare il sogno di diventare maestra per accettare un lavoro in una capanna della contea di Västerbotten, in Svezia. Deve cucinare e accudire dieci boscaioli per tutta la stagione invernale. Un incarico duro, umiliante. Eppure, in quel luogo isolato e inospitale, Siv impara l’autonomia, costruisce un’identità, e scopre – tra errori, silenzi e scelte coraggiose – una nuova forma di libertà. Il lavoro, che all’inizio la soffoca, si trasforma in una conquista. Siv è padrona del proprio tempo, del proprio spazio e delle proprie scelte. Nel 2022, Eva – sua nipote – torna nei luoghi dove la nonna ha vissuto per trattare, in veste di comunicatrice per un’azienda di disboscamento, con le comunità Sami e gli attivisti ambientalisti che si oppongono all’abbattimento della foresta. Si trova quindi lì per lavoro, ma finisce per affrontare domande che riguardano se stessa; il passato familiare in cui si ritrova immersa la spinge a rimettere in discussione le proprie scelte. Ispirandosi alla storia vera della propria nonna, l’autrice costruisce un doppio binario narrativo che unisce due generazioni di donne attraverso un legame potente: quello con la terra, con le radici, con la possibilità di cambiare. Il romanzo ha inoltre il merito di fondere con estrema naturalezza la dimensione politica – rappresentata dalla questione Sami e dall’ecologismo – con quella privata. Il percorso delle due protagoniste, poi, porta entrambe a una sorta di risveglio: quello di Siv le dà la forza di rifiutare di essere solo una “moglie”, e quello di Eva la aiuta a non accontentarsi di una vita già scritta da altri. Una storia intensa sulla resilienza femminile e sul delicato e fragile rapporto tra l’uomo e la natura; una vicenda che racconta le donne, la memoria e la capacità di reinventarsi.