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Il sarto di Gloucester - Fiaba di Natale

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“Al tempo delle spade, delle parrucche e dei mantelli pieni di balze fiorite, quando i gentiluomini portavano camicie plissettate e panciotti in seta e taffettà con pizzi dorati, viveva a Gloucester un sarto”. La sua piccola bottega si trovava a Westgate Street e lui trascorreva la giornata a tagliare e cucire stoffe di ogni tipologia, dai nomi strani e dal costo elevato. Cuciva abiti in seta per gli uomini più ricchi della città, ma lui era povero e vestito di abiti logori. L’anziano sarto portava gli occhiali a causa della vista affaticata, aveva le dita ricurve dopo anni passati a stringere l’ago e il volto stanco. Poco prima di Natale, in un giorno gelido, iniziò a cucire un bellissimo cappotto di seta rossa, ricco di eleganti ricami fioriti, destinato al sindaco della città. Il tavolo da lavoro era ingombro di scarti rosso ciliegia, che secondo il sarto si potevano usare solo per fare panciotti per topolini. A fine giornata, quando la neve che cadeva fitta aveva tolto la luce, il vecchio sarto era stato costretto a interrompere il lavoro e lasciare tutto pronto e in ordine per proseguire la mattina seguente. Stanco, aveva chiuso la bottega e si era diretto verso casa per trascorrere la notte in compagnia del gatto Simpkin. Giunto a casa (o meglio, giunto nella cucina, la sola parte che aveva potuto affittare) il sarto aveva affidato al gatto le ultime monete, per fare la spesa e per comprare del filo, il solo materiale che ancora mancava per ultimare il cappotto che il sindaco avrebbe indossato la mattina di Natale, giorno delle sue nozze. E mentre rifletteva sui possibili guadagni, rumori improvvisi erano giunti alle sue orecchie dalla credenza in cui conservava le tazze…

Stampato per la prima volta nel 1903 e nato da uno scambio epistolare, Il sarto di Gloucester (pubblicato da Interlinea e finalista al Premio Andersen 2016) è il terzo racconto scritto da Beatrix Potter. La storia si ispira a un aneddoto appreso da Beatrix durante una vacanza nei pressi della città di Gloucester, nella vicenda originale il sarto in difficoltà viene aiutato dai suoi apprendisti, ma l’autrice in questo caso ha scelto di inserire dettagli fiabeschi e ha dato voce agli animali presenti nel racconto, sia ai generosi topolini abili artigiani che al gatto Simpkin, dispettoso e vendicativo, ma anche capace di ravvedimento. La scelta di ambientare il tutto durante il periodo natalizio rende l’atmosfera magica e fiabesca, adatta allo scopo, ovvero risollevare il morale di una bimba convalescente, la piccola Freeda Moore sorella di Noel e Norah, a cui erano dedicati i racconti precedenti. Secondo alcune dichiarazioni della scrittrice pare che questo sia sempre stato il suo racconto preferito. Esiste inoltre un bel corto d’animazione del 1994 ispirato alla storia del vecchio sarto, dal titolo Prodigio di natale, facilmente reperibile online in italiano. A dire il vero non è poi difficile notare affinità con una celebre fiaba dei fratelli Grimm, che ha per protagonisti un ciabattino e due gnomi che cuciono le scarpe al suo posto, ma per Beatrix non potevano che essere i suoi adorati topolini i gentili eroi di questa storia.