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Il segreto della balena

Il segreto della balena

Il telefono lo sveglia nel cuore della notte. Apre gli occhi all’improvviso, poi poggia i piedi per terra e va in salotto, dove la mamma sta parlando al cellulare. Il tono della sua voce sembra a Samuele piuttosto preoccupato e, mentre furi dalla finestra tutto è ancora buio, il piccolo capisce che deve essere accaduto un grosso guaio. Ed è proprio così: conclusa la telefonata, sua madre Sara gli spiega che in Nuova Zelanda, all’altro capo del mondo, un gruppo di balene si è avvicinato troppo alla spiaggia e gli animali non sono più riusciti a tornare indietro. Sono morti tutti e si tratta di parecchi esemplari. Samuele si rende conto della delicatezza della questione e sa che sua madre - un’etologa di fama mondiale, che viene chiamata tutte le volte che una specie animale è in pericolo - dovrà recarsi in Nuova Zelanda per cercare di capire cosa possa essere accaduto. Samu spera di poter partire con lei; d’altra parte, manca poco alle vacanze di Pasqua e quindi potrebbe tranquillamente accompagnare la madre senza perdere troppi giorni di scuola. Ed eccoli lì, infatti, un paio di giorni dopo la telefonata, in viaggio verso Wellington, la capitale della Nuova Zelanda. Dall’alto la città sembra un immenso giardino. C’è verde ovunque, una macchia che si fa sempre più definita man mano che l’aereo si avvicina alla terra. Dopo una notte di riposo presso un piccolo hotel, finalmente Sara e Samu incontrano Marco, un collega e amico di Sara che si occupa di animali marini ed è in Nuova Zelanda insieme alla figlia Suki, arrivata qualche giorno prima dagli Stati Uniti, dove vive per sei mesi l’anno insieme alla madre. Anche i genitori di Samu sono separati da molto tempo, ma suo padre, anche se è inglese, è rimasto a vivere in Italia proprio per stare vicino al piccolo. Suki, invece, spiega a Samu di essere costretta a vivere sei mesi con un genitore e sei mesi con l’altro: il suo destino, quindi, è di trascorrere metà dell’anno nel caos di New York e il tempo restante nel silenzio piuttosto noioso della Nuova Zelanda. Suki è una bambina spigliata e parecchio intraprendente: racconta a Samu di aver visto le balene spiaggiate e gli spiega che si è trattato di uno spettacolo davvero brutto. Trecentoquaranta animali ammassati in uno spazio ristretto per la loro gigantesca mole...

Il protagonista della nuova storia per ragazzi di Sara Rattaro - genovese, premio Bancarella 2015, docente di Scrittura creativa presso l’Università degli studi di Genova e autrice di diversi romanzi di successo - è figlio di un’etologa apprezzata in tutto il mondo e profonda conoscitrice del comportamento degli animali. Questa volta Samuele accompagna la madre in Nuova Zelanda, dove si è consumata una tragedia: oltre trecento balene si sono spiaggiate e sono morte. Occorre capire per quale ragione si siano avvicinate tanto pericolosamente alla riva tutte insieme. Qualcosa deve aver sconvolto le loro abitudini e compromesso la loro capacità di orientarsi. Mentre l’etologa cerca di venire a capo del mistero, Samuele fa amicizia con una bambina - la figlia di un collega di Sara - che conosce bene la zona e si dimostra fin da subito un’ottima guida. Insieme, i due ragazzini si avventurano in un’impresa piuttosto complessa: decidono di raggiungere il tratto di costa in cui le balene si sono spiaggiate. L’avventura prende da subito una piega inaspettata e i due ragazzini, che hanno disobbedito ai genitori allontanandosi senza permesso, devono affrontare più di una situazione pericolosa. Con una scrittura semplice ma incisiva, perfetta per il pubblico cui la lettura è rivolta, la Rattaro parla una volta ancora al cuore dei giovani lettori e mostra loro quanto l’ecosistema sia fragile e richieda profondo rispetto. L’impatto dell’uomo sulla natura è importante e occorre esserne consapevoli, nonché imparare fin da piccoli cosa significhi rispettare ogni specie vivente. Tra le pagine della storia - arricchita dalle magiche illustrazioni di Roberta Palazzolo che, con poche pennellate, trasmette tutto il calore di un paese bellissimo e carico di poesia - l’autrice trova spazio per parlare anche di famiglia, di tradizioni popolari, di attenzione verso i bisogni dei più piccoli e di amicizia. Una lettura consigliata ai più piccoli e anche ai genitori.