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Il segreto della speziale

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Londra. 3 febbraio 1791. Di tanto in tanto Nella, tra le mura della sua bottega da speziale, rilegge le note della madre, che usava riportare, accanto al nome di chi si rivolgeva a lei, tipologia e dosi delle erbe che venivano proposte. Leggendo di millefoglie e di achillea, a Nella viene in mente l’immagine della donna intenta a sminuzzare lo stelo di un fiore con il pestello, mentre le sue mani estraggono con maestria i semi dalla corolla. La madre dispensava tinture al solo scopo curativo e riempiva le pagine del suo registro dei rimedi più benefici a base di erbe. Anche Nella appunta sulle pagine del suo quaderno i nomi di piante come l’ortica e l’amaranto, ma, accanto ad esse, ci sono anche i nomi dei rimedi più sinistri, come la belladonna e l’arsenico, necessari per realizzare i veleni che la speziale dispensa alle donne che si rivolgono a lei quando hanno bisogno d’aiuto per liberarsi dalle catene imposte da mariti o familiari - rigorosamente uomini - violenti. Nella ha l’aspetto di un fantasma e dimostra più dei suoi quarantuno anni. Il fastidio alle giunture da lungo tempo ormai si irradia in tutto il corpo ed è diventato così intenso che la donna non riesce più a stare sveglia per oltre un’ora senza soffrire. Si è ridotta a quel modo a furia di uccidere e di mantenere segreti. Sì, ha cominciato a imputridire dall’interno e questo pensiero minaccia di farla a pezzi… Londra. Oggi. Caroline sa bene che gli anniversari di matrimonio si festeggiano in due ed è perfettamente consapevole che oggi lei e James avrebbero dovuto recarsi insieme sul London Eye, la ruota panoramica affacciata sul Tamigi. Invece ora si trova da sola a passeggiare sulla riva del fiume londinese e un oceano la separa dal marito. A Londra Caroline è arrivata sola e si sente furiosa e stremata dal jet lag. Sa di dover prendere una decisione importante, una di quelle che cambiano la vita. James l’ha tradita e lei deve capire cosa intende farne del suo matrimonio…

La bottega di una speziale - nella Londra settecentesca - frequentata da una clientela particolare, costituita esclusivamente da donne, che si servono dei veleni, realizzati dalla misteriosa Nella, per potersi liberare degli uomini che le opprimono. Una giovane storica americana, nella Londra di oggi, che - per fuggire alle angosce, legate ad un momento di profondissima crisi coniugale, che le attanagliano lo stomaco - cerca piccoli reperti sulle rive del Tamigi e si imbatte in una boccetta di vetro che la conduce indietro nel tempo, in quella piccola bottega del XVIII secolo in cui molti segreti, e forse molti omicidi, sono sepolti sotto la polvere del tempo. Sono questi i due piani temporali tra cui si snoda la vicenda raccontata da Sarah Penner, autrice americana al suo esordio letterario. Un thriller che si muove tra passato e presente e che vede come protagoniste le donne, il loro carattere temerario, la loro solidarietà e la loro voglia di affrancarsi da una situazione che le incatena e le soffoca. Tra tutte, Nella - insieme alla giovane Eliza - e Caroline sono le più interessanti: la prima è una speziale il cui nome è diventato ormai noto e si sussurra per le vie della città, tra donne che avvertono l’esigenza di affrancarsi da uomini traditori e violenti. Nella stessa è reduce da un terribile tradimento, che l’ha costretta a cambiare e a decidere di aiutare altre che, come lei, si sentono umiliate e oppresse. Eliza è poco più che una bambina quando la sua vita si intreccia con quella della speziale e ne rimane incantata. Il loro sodalizio avrà risvolti inattesi e decisamente sorprendenti. Caroline, infine, figlia della Londra contemporanea, affranta da una delusione amorosa che le ha lacerato l’anima, si imbatte per caso nella storia di Nella e cerca, tra le pieghe del tempo, di riportare alla luce segreti lontani e troppo a lungo taciuti, riuscendo così, allo stesso tempo, a ritrovare la forza e la capacità di meravigliarsi che, sole, possono aiutarla a ritrovare se stessa. Un romanzo da cui le donne escono indubbiamente vincenti, mentre gli uomini vengono rappresentati un po’ come macchiette che mostrano difetti e manchevolezze che sono per lo più stereotipi. Manca forse una maggiore solidità nell’impianto storico che sottende la vicenda, ma si tratta comunque di una storia gradevole, che si legge con piacere e regala protagoniste forti e degne di ammirazione.