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Il segreto di Miranda

Il segreto di Miranda

Miss Miranda Cheever ha dieci anni e non è granché. Purtroppo ha i capelli castani e gli occhi marroni, mentre tutte le ragazze intorno a lei sono bionde e hanno gli occhi azzurri, da vere principesse. Per sua sfortuna, è nata in un ambiente sociale per il quale l’aspetto fisico ha un’immensa rilevanza ed è per questo consapevole di essere considerata meno rispetto alle ragazzine dei dintorni. Durante la festa dell’undicesimo compleanno di Olivia e Winston Bevelstoke, i figli gemelli del conte e della contessa Rudland ad Ambleside, nella regione del Cumberland, Miranda ha una discussione piuttosto accesa con Miss Fiona Bennet, elegantissima nel suo abitino bianco con tanto di fascia rosa in vita. Miranda e i gemelli sono buoni amici e di rado giocano con gli altri bambini della zona, parte dei quali vive piuttosto distante. Tuttavia, in occasione delle feste di compleanno, i figli dei nobili si riuniscono. Ed è quello che accade proprio in occasione della festa di Olivia e Winston. I bambini hanno dovuto interrompere la festa in giardino e ora cospargono di fango i tappeti di casa Bevelstoke, nonché i loro visi. Mentre Olivia è intenta a togliere tracce di fango dal suo in bagno, nel salone Fiona non si fa scrupolo ad apostrofare Miranda con aggettivi non proprio confortanti. Le dice che è brutta e che non troverà mai marito. Lo sostiene anche sua madre: non ha importanza se è figlia di un baronetto. Se non ha un bell’aspetto o del denaro, e a Miranda mancano entrambi, non ci sono possibilità di alcun genere. Interviene Olivia in difesa dell’amica che, ne è certa, quando sarà grande potrà sposare Winston, così le due diventeranno sorelle. Più tardi, quando gli altri invitati se ne sono andati, Miranda è ancora in salotto a esaminare con Olivia i doni che i due fratelli hanno ricevuto. La madre di Miranda è in Scozia e il padre, impegnato nella traduzione dal greco antico di un manoscritto, si sarà dimenticato della figlia e questo è il motivo per cui ancora non ha fatto la sua apparizione a casa Bevelstoke. Lady Rudland, allora, decide di affidare il compito di far accompagnare la giovane di casa Cheever dal maggiore dei suoi figli. Miranda non ha mai conosciuto il diciannovenne Nigel, che vive fuori e torna alla residenza di famiglia solo in occasione del Natale e del compleanno dei fratelli, che tuttavia diserta perché teme che la madre cerchi di accasarlo con una di quelle bambine di dieci anni. Quando Nigel le si avvicina, il cuore di Miranda si ferma…

Julia Quinn, che con questo romanzo ha vinto nel 2008 il premio RITA come miglior romanzo storico Regency, offre al lettore il primo volume della serie Bevelstoke, così denominata dal nome della famiglia di appartenenza di alcuni tra i protagonisti, i gemelli Olivia e Wilson e, soprattutto, il fratello maggiore Nigel. Sarà quest’ultimo, infatti, a rapire il cuore e i pensieri della piccola Miss Miranda, dieci anni e – purtroppo per lei – capelli e occhi castani in una realtà in cui a dominare è il biondo, oltre che l’aspetto fisico nel suo insieme. Miranda è una bambina comune nell’Inghilterra del primo Ottocento, dall’aspetto non conforme ai dettami del periodo, e per questo si sente brutta. Ma quando il diciannovenne Nigel le assicura che diverrà una bella donna e, anni dopo, la sua predizione troverà riscontro nella realtà, il cuore della ragazza, che affida i suoi pensieri più segreti ad alcuni diari, sarà per sempre colmo d’amore per lui. Julia Quinn sa descrivere molto bene le ambientazioni in cui si muovono i suoi personaggi e, di solito, riesce anche a creare figure convincenti. In questo romanzo, tuttavia, l’obiettivo può dirsi centrato solo a metà. Mentre il contesto continua a essere dipinto con pennellate perfette, che conducono il lettore tra le residenze e la campagna inglese, le due figure di rilievo della vicenda, Nigel e Miranda, sono perfettibili. Appaiono un po’ piatti, dotati di scarso brio e per questo risultano poco convincenti. In particolare, Miranda risulta esageratamente infantile e piuttosto superficiale quando si tratta di affrontare, nel corso della vicenda, prove piuttosto complesse, che richiedono una carica emotiva che la giovane non mostra mai. Al netto di qualche incongruenza, tuttavia, la storia scorre rapida e le schermaglie tra i due innamorati sono sempre divertenti. Inoltre il finale, che richiama i diari su cui Miranda ha riportato il suo amore bambino – il titolo originale del romanzo richiama proprio questi diari, rendendoli il perno della vicenda – è molto tenero ed è la chiusa che il lettore appassionato al genere si aspetta.